I Cardinali studiano come può aver luogo il dialogo con l’islam

“Un obbligo”, ma è necessario comprendere come può realizzarsi

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CITTA’ DEL VATICANO, venerdì, 24 marzo 2006 (ZENIT.org).- La convinzione che il dialogo con l’islam sia una necessità è una delle impressioni generali emerse dopo la riunione che Benedetto XVI ha avuto questo giovedì con i Cardinali.



“Il dialogo con l'Islam è un obbligo per la Chiesa”, ha affermato uscendo dall’incontro il Cardinale José Saraiva Martins, prefetto della Congregazione vaticana per le Cause dei Santi.

Il tema è stato introdotto giovedì pomeriggio dal Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, per presentare “la posizione della Chiesa Cattolica, e della Santa Sede in particolare, di fronte all’islam, oggi”, come ha rivelato in seguito un comunicato vaticano.

I cardinali sono intervenuti successivamente sull’argomento, proponendo le loro osservazioni.

In alcune dichiarazioni concesse alla stampa lo stesso giorno, il neo-Cardinale Jean Pierre Ricard, Arcivescovo di Bordeaux e presidente della Conferenza Episcopale Francese, ha rivelato: “Abbiamo parlato dei diritti dell’uomo nei Paesi musulmani, della situazioni dei cristiani in questi Paesi e degli aspetti inquietanti dell’islam”.

Allo stesso modo, ha spiegato che alcuni Cardinali avevano anche notato “come si può essere vicini ai musulmani nella difesa dei valori umani”.

Nel suo ultimo periodo come prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, Benedetto XVI ha manifestato ai Vescovi il suo interesse di comprendere come sia possibile per la Chiesa intavolare un dialogo con l’islam.

E’ accaduto, ad esempio, nell’ultima visita “ad limina apostolorum” compiuta dai Vescovi spagnoli al termine del pontificato di Giovanni Paolo II, come essi stessi hanno confermato a ZENIT.