I Cattolici chiedono all’Unione Europea di migliorare le politiche sull’immigrazione

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ROMA, giovedì, 28 ottobre 2004 (ZENIT.org).- Alcune organizzazioni cattoliche hanno presentato al Consiglio Europeo dei Ministri della Giustizia e dell’Interno, svoltosi il 25 e il 26 ottobre a Lussemburgo, un rapporto contenente dodici raccomandazioni tendenti a promuovere un miglioramento delle politiche in materia di immigrazione e di asilo dell’Unione Europea.



Hanno sottoscritto il documento il Segretariato della Commissione degli Episcopati della Comunità Europea (COMECE), la Caritas Europa, la Commissione delle Chiese per le Migrazioni in Europa (CCME), la Commissione Cattolica Internazionale per le Migrazioni, la sezione Europa del Servizio Gesuita per i Rifugiati ed il Consiglio Quacchero per gli Affari Europei.

Nel documento, secondo quanto reso noto dalla Caritas Europa, queste sei organizzazioni propongono che la politica comunitaria sull’asilo e sull’immigrazione metta a punto un sistema comune per la regolarizzazione degli immigrati in situazione irregolare, il riconoscimento del ricongiungimento familiare come diritto fondamentale, il trattamento congiunto delle politiche di integrazione ed una modifica delle attuali politiche di rientro e riammissione.

Allo stesso tempo, esortano anche gli Stati membri a ratificare la Convenzione Internazionale delle Nazioni Unite sui Diritti dei Migranti, adottata nel 1990.

Nel rapporto consegnato ai ministri riuniti a Lussemburgo, la Caritas e le altre cinque organizzazioni affermano che la lotta contro il traffico di esseri umani deve essere una priorità politica dell’Unione Europea, insieme alla messa in marcia di soluzioni a lungo termine per le vittime.

Tra le raccomandazioni si segnala anche la necessità di promuovere un sistema coerente e comune in materia di asilo che garantisca livelli soddisfacenti, affinché sia chi chiede l’asilo che i rifugiati possano avere accesso totale ad un procedimento per la determinazione del loro statuto in ottemperanza alla legge, oltre a garantire a queste persone la dovuta protezione legale e l’accesso al mercato del lavoro mentre viene esaminata la loro richiesta di asilo.

Le organizzazioni firmatarie ricordano ai ministri europei della Giustizia e dell’Interno che le loro richieste sono motivate dalla difesa dell’inalienabile dignità umana degli immigrati, e sottolineano i benefici economici, sociali e culturali che queste persone apportano alla società di accoglienza.

Segnalano, inoltre, che gli accordi in materia di sicurezza non possono contravvenire ai principi fondamentali su cui si basano le politiche relative all’immigrazione.