I cattolici polacchi dicono "stop all'ateizzazione"

Se ne è discusso in un congresso a Jasna Gora

Czestochowa, (Zenit.org) Don Mariusz Frukacz | 464 hits

Più di 600 persone hanno partecipato al Congresso Nazionale dei Cattolici “Stop all’ateizzazione”, che si è svolto ieri nel Santuario Nazionale della Madonna Nera a Czestochowa. Il Congresso è stato realizzato dal Gruppo Parlamentare per la Prevenzione all’ateizzazione, dal Settimanale Cattolico Niedziela e dall’Azione Cattolica dell’Arcidiocesi di Czestochowa.

Durante il Congresso, gli ospiti e i relatori hanno riflettuto su temi come i processi di ateismo ed ateizzazione nei rapporti tra cattolicesimo e patriottismo, gli aspetti legislativi nella difesa della fede, il ruolo della catechesi nella scuola e nell’educazione, la responsabilità dei laici per i media.

I partecipanti al congresso sono stati salutati dal priore di Jasna Gora, padre Sebastian Matecki. Le parole del beato Giovanni Paolo II, “bisogna essere forti della forza della fede”, descrivono perfettamente “la Polonia di oggi”, ha detto padre Matecki.

L’incontro è iniziato con la preghiera del Credo, recitato da mons. Ireneusz Skubiś, caporedattore di Niedziela, che ha poi sottolineato che “la fede in Dio è per noi la chiave della vita”.

Oggi siamo sottoposti all’attacco dell’ateismo, che scaturisce anche da strutture internazionali come le Nazioni Unite e l’Unione Europea, ha aggiunto mons. Skubiś.

Le tendenze dell’ateismo e dell’ateizzazione della vita pubblica si riscontrano nei media, nella cultura e nella società in generale, ha proseguito il caporedattore di Niedziela.

Il sacerdote e giornalista ha poi accennato alla questione di TV Trwam su multiplex: “Non si può immaginare la Polonia senza TV Trwam, così come non si può immaginare il nostro paese senza la stampa cattolica”, ha detto mons. Skubiś.

In seguito l’attore Jerzy Zelnik ha recitato le parole preparate per il Congresso dal cardinale Stanisław Nagy, deceduto dieci giorni fa. “La Croce di Cristo era un segno di contraddizione. Oggi tante persone sono contro la croce di Cristo. È una grande tragedia dell’umanità – ha scritto il cardinale Nagy -. Dobbiamo prendere parte nel salvare la croce".

Stiamo assistendo al più potente attacco contro la Chiesa e i valori cristiani, ha detto Jaroslaw Kaczynski, presidente del partito “Diritto e Giustizia” (PiS). L’ex primo ministro ha parlato della necessità di “difendere la Croce e la Chiesa”. Kaczynski, facendo riferimento alla storia dei rapporti tra lo Stato e la Chiesa, ha ricordato che nell’epoca del comunismo in Polonia “vennero respinti radicalmente il cristianesimo e la Chiesa. Il regime comunista ha realizzato la repressione contro la Chiesa e i sacerdoti sono stati perseguitati”, ha aggiunto Kaczynski.

Il presidente della PiS ha richiamato l'attenzione sull'ideologia del liberalismo e l’ideologia dell’ateismo. 2Oggi stiamo assistendo al più potente attacco contro la Chiesa e valori. Si attaccano principi fondamentali come la difesa della vita, la presenza della religione e della Chiesa nella vita pubblica”, ha detto il presidente della PiS.

Poi, conversando con Zenit, Kaczyński ha criticato l'idea dell’educazione sessuale ai bambini in età scolare. Il programma realizzato dal governo di Tusk è stato descritto come “un atto di follia”.

Secondo il leader del PiS l’educazione sessuale dei bambini in età scolare è un “tentativo, che non ha nulla di comune con la cultura e l’esperienza storica di Polonia. È un atto di aggressione culturale”. Questa aggressione è estremamente pericolosa, perché potrebbe portare alla de-eticizzazione completa, ha sottolineato Kaczyński.

Il ruolo della catechesi nella educazione scolare è stato esposto dal deputato Jadwiga Wiśniewska (PiS) che ha sottolineato che “la catechesi è un contrappeso al fenomeno della perdita di autorità e del relativismo” ed è spesso “l’unica formazione morale per i giovani”.

Da parte sua, Artur Dabrowski, presidente dell'Azione Cattolica dell'Arcidiocesi di Czestochowa ha attirato l'attenzione sulla concezione atea dell'uomo, che "è sostenuta dal postmodernismo". Questo concetto trova il suo approfondimento nell’ideologia del gender, ha detto Dąbrowski.

Alla responsabilità dei laici per i mass media è stato dedicato il discorso del giornalista Jacek Karnowski. È possibile costruire molte chiese, ma se non esistono dei buoni mass media le chiese rimangono vuote, ha detto Karnowski, ricordando il pensiero di San Massimiliano Maria Kolbe.

Altri relatori del Congresso hanno sottolineato il ruolo della famiglia e dei movimenti cattolici nella vita pubblica.

Il Congresso si è concluso con la Santa Messa presieduta da mons. Wacław Depo, Metropolita di Czestochowa nella Capella di Madonna Nera a Jasna Góra. “Siamo consapevoli dell'impegno intrapreso per il dono della fede, per il futuro della fede e il destino della Patria", ha detto mons. Depo nella sua omelia.

L'Arcivescovo ha poi criticato alcuni aspetti della vita sociale in Polonia, tra cui la manipolazione dei mezzi di comunicazione e l'introduzione dell’educazione sessuale nelle scuole. “Dobbiamo dire basta all'ateismo e alla vita umana contro Dio e senza Dio”, ha detto l'arcivescovo Depo. “La libertà si realizza in obbedienza alla Verità”, ha aggiunto.

Alla fine della Santa Messa, a nome dei partecipanti al Congresso, il deputato Andrzej Jaworski ha letto il Messaggio del Congresso dei Cattolici contro l’ateizzazione della Polonia. Nel Messaggio si sottolinea, tra l’altro, che “in considerazione del crescente numero di manifestazioni di ateismo aggressivo, che assume l’ideologia anti-cristiana, si esprimono, ad esempio, l'ideologia della libertà senza Dio e la glorificazione di incredulità”. Bisogna quindi, tra le altre cose, “fermare la marginalizzazione dei cattolici nella vita pubblica, soprattutto nei media, smettere ideologia contro la vita, fermare il relativismo morale e smettere di promuovere il volgare anticlericalismo”.

Uno dei frutti del Congresso sarà la creazione dell'Istituto per la prevenzione all’ateismo. Il patrono del Congresso è stato il beato don Jerzy Popiełuszko.