I circensi e i fieranti sono un esempio di “Chiesa viaggiante”, secondo il Papa

“Testimonianza reale di quei valori non materiali che sono necessari per vivere la fraternità”

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CITTA’ DEL VATICANO, giovedì, 16 dicembre 2004 (ZENIT.org).- I circensi e i fieranti possono offrire un esempio di “Chiesa viaggiante”, ha affermato Giovanni Paolo II durante l’udienza concessa ai partecipanti al VII Congresso Internazionale della Pastorale per i Circensi e i Fieranti, promosso dal dicastero vaticano ad hoc.



Incontrando i congressisti il Papa ha detto loro che il tema che li vede riuniti, “Accogliere i Circensi e Lunaparchisti: dalle diversità alla convivialità delle differenze”, si ispira al Messaggio della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato del 2004.

In quel Messaggio, infatti, Giovanni Paolo II affermava che “quando le ‘diversità’ si incontrano integrandosi, danno vita a una ‘convivialità delle differenze’. Si riscoprono i valori comuni ad ogni cultura, capaci di unire e non di dividere; valori che affondano le loro radici nell’identico humus umano”.

I circensi e i fieranti, ha affermato il Santo Padre, vivendo “in mezzo alla gente di ogni ceto sociale”, e operando ed esibendosi con i loro spettacoli, offrono “occasioni concrete d’aggregazione” e fanno “incontrare nella gioia diverse generazioni”.

“In un tempo in cui sembra contare solo la frenesia del produrre e dell’arricchirsi, portare gioia e festa è testimonianza reale di quei valori non materiali che sono necessari per vivere la fraternità e la gratuità”, ha spiegato Giovanni Paolo II.

“Il vostro mestiere – ha aggiunto –, non facile e certamente speciale, può costituire un’occasione privilegiata per annunciare valori autenticamente umani nelle piazze del mondo”.

“Voi potete offrire un singolare esempio di Chiesa viaggiante che prega, che ascolta, che annunzia e che coltiva la fraternità”.

Secondo il Pontefice i mondi del circo e del luna park possono diventare “un laboratorio di frontiera” anche per quanto riguarda “le grandi tematiche della pastorale, dell’ecumenismo e dell’incontro con membri di altre religioni, dell’impegno comune per costruire una fraternità universale”.

“Prego il Signore perché vi assista nel vostro non facile lavoro”, ha detto il Pontefice, affermando di cogliere l’occasione per augurare a tutti “serene Feste natalizie” ed accompagnando questi voti con una speciale Benedizione Apostolica.

“Quella dei circensi – sia degli artisti che degli operai – non è solo una professione, ma si tratta di una vera e autentica vocazione, tramandata di generazione in generazione, da padre in figlio”, spiega la pagina web del Pontificio Consiglio per i Migranti e gli Itineranti, che definisce il circo una “fonte di sano divertimento”.

“Quello dei circhi e luna park – continua – è un mondo che permette all'uomo della fredda cultura tecnologica di ritrovare il sorriso, la gioia, la serenità”. Circensi e fieranti sono infatti “artigiani della festa”, “autentici dispensatori di gioia, di meraviglia e di stupore”.