I cristiani pagano il prezzo più alto della violenza in Medio Oriente

Il patriarca Béchara Raï esprime la sua preoccupazione per la situazione critica in Medio Oriente e per le conseguenze delle guerre in Egitto e in Siria sulle Chiese locali

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Redazione | 415 hits

In un’intervista rilasciata ai microfoni della Radio Vaticana, il cardinale Béchara Boutros Raï, patriarca di Antiochia dei Maroniti, ha espresso oggi la sua preoccupazione per la situazione sempre più critica in Medio Oriente e per le conseguenze nefaste della violenza in Egitto e in Siria sulla vita della comunità cristiana.

“Noi cristiani, da 1400 anni stiamo vivendo insieme ai musulmani, e abbiamo veicolato in queste terre valori umani, morali, i valori della multi-confessionalità, della pluralità, della modernità”, ha affermato il patriarca. Oggi invece - ha proseguito - si assiste alla “distruzione totale” di tutto quello che i cristiani hanno costruito in tutti questi anni.

“Al contempo, i cristiani pagano per queste guerre tra sunniti e sciiti e tra moderati e fondamentalisti”, ha osservato il patriarca. “Come sempre, quando si verifica il caos o quando c’è una guerra, in generale i musulmani si scatenano contro i cristiani, come se i cristiani fossero sempre il capro espiatorio”, ha spiegato. “La stessa cosa è successa anche in Iraq, e sta succedendo in Siria e ora in Egitto. Loro non sanno perché attaccano i cristiani, ma è così”.

Secondo Raï, “quello che i cristiani chiedono, nel mondo arabo, è la sicurezza e la stabilità: tutto qui”. Questo spiega perché “in tutto il mondo arabo, i cristiani sono dalla parte delle istituzioni, rispettano il Paese in cui vivono, le autorità e la Costituzione”.

Il patriarca di Antiochia dei Maroniti ha denunciato anche il ruolo giocato da vari Paesi, soprattutto occidentali, ma non solo, nei conflitti in atto nella regione. Lo dimostra quello che è successo in Egitto, dove “come al solito l’Occidente … ha dato il suo contributo sotto forma di miliardi di dollari ai Fratelli musulmani, perché arrivassero al potere”.

Ma una volta ottenuto il potere hanno iniziato ad applicare la sharìa, la legge islamica, cioè hanno fatto marcia indietro. “Certamente, i cristiani sono contrari a questo: i cristiani vogliono un Egitto riformato, democratico, un Egitto che sappia rispettare i diritti umani”, ha dichiarato Raï.

Nell’intervista con l’emittente vaticana, il patriarca non ha esitato parlare di quello che ha definito “un determinato progetto di distruzione del mondo arabo per interessi politici ed economici” e di “acuire quanto più possibile i conflitti inter-confessionali nel mondo musulmano, tra sunniti e sciiti”.

E’ in atto – ha avvertito il porporato, che ha raccontato anche di aver scritto già due volte al Santo Padre per spiegargli quello che sta accadendo – “un progetto di distruzione del Medio Oriente”. “Purtroppo – ha detto Raï -, lo scopo è la distruzione del mondo arabo, e chi paga sono i cristiani”.

Lo conferma quello che è successo in Iraq. “Su un milione e mezzo di cristiani – ha concluso il cardinale - ne abbiamo perso un milione, nel silenzio totale della comunità internazionale”.