I cristiani possono promuovere la pace in Medio Oriente

Chiamati ad essere "la luce di Cristo" per ebrei e musulmani

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KÖNIGSTEIN, giovedì, 21 maggio 2009 (ZENIT.org).- I cristiani possono giocare un ruolo importante nella promozione della pace e dell'armonia tra religioni e gruppi etnici in Medio Oriente.

Lo ha affermato il sacerdote libanese fr. Samer Nassif in un'intervista all'associazione caritativa cattolica Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS), osservando che "la missione dei cristiani in Medio Oriente è essere la luce di Cristo per gli ebrei di Israele e per l'immenso mondo multietnico e multiconfessionale musulmano che li circonda".

I cristiani, che vivevano nella regione "prima della nascita di altre religioni, comprese quella islamica e quella drusa", affrontano una situazione non facile, subendo discriminazioni e persecuzioni. In Arabia Saudita, ha ricordato fr. Nassif, è illegale possedere una Bibbia o indossare un crocifisso.

In Terra Santa, ha spiegato, i cristiani vivono tra due estremi religiosi: i partiti estremisti islamici come Hamas e Jihad e quelli estremisti ebrei come Shas e Yisrael Beiteinu.

"Nessuno di questi gruppi estremisti è favorevole ai cristiani, che sentono pressioni politiche e sociali da entrambe le parti", ha confessato.

Di fronte a questa situazione, molti cristiani hanno lasciato il Medio Oriente per cercare una nuova vita altrove. "Questi cristiani mediorientali sono stati costretti a emigrare per le varie forme di regimi dittatoriali, la violenza e la persecuzione da parte delle ideologie e del terrorismo islamico".

"A causa dell'emigrazione, i cristiani sono solo il 2% degli abitanti di Israele e della Palestina - 40 anni fa erano il 20%", ha aggiunto.

Il sacerdote libanese ha anche sottolineato il continuo esodo di cristiani dall'Iraq, affermando che "la Chiesa irachena è la più perseguitata del mondo".

Il presule ha definito la comunità cristiana irachena "una Chiesa martire" e ha aggiunto che "sta soffrendo molto più delle altre comunità irachene. Vive in un Paese di terrorismo, senza sicurezza, in cui non c'è lavoro perché si è cristiani".

Nonostante le sofferenze che affrontano, secondo fr. Nassif i cristiani sono chiamati a portare pace in queste regioni tormentate: "Senza i cristiani, Cristo non esisterebbe in Medio Oriente. E senza Cristo, principe della pace, il suolo che hanno calpestato il nostro Salvatore e la Vergine Maria non potrebbe mai essere una terra di vera pace".

"Il cuore della nostra madre celeste è triste per la guerra nella sua terra, che continua a offendere il suo Figlio divino", ha concluso.