I Democratici nel Congresso degli Stati Uniti attaccano il rifiuto della Santa Comunione

La Chiesa viene usata per interessi di partito, dicono al cardinal McCarrick

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WASHINGTON, D.C., giovedì, 20 maggio 2004 (ZENIT.org).- 48 Cattolici democratici del Congresso hanno inviato una lettera al cardinal Theodore McCarrick, affermando che l’invito rivolto da alcuni vescovi a negare la Comunione ai politici a favore dell’aborto è “profondamente doloroso” e controproducente.



La lettera costituisce la prima risposta organizzata dei Democratici da quando alcuni vescovi cattolici hanno dichiarato che avrebbero negato la Comunione ai politici che propugnano “i diritti dell’aborto”, come ha riportato il New York Times.

I sottoscrittori della lettera, tra i quali figurano almeno tre membri della Camera con una solida reputazione di sostegno alla vita, hanno affermato che i vescovi stanno “permettendo che la Chiesa venga usata per interessi di partito”.

I firmatari si sono anche domandati perché i vescovi abbiano fatto dell’aborto una cartina al tornasole, mentre hanno ignorato la situazione dei politici che hanno votato contro la Chiesa approvando la pena di morte o la guerra in Iraq.

Il cardinal McCarrick è il Presidente di una task force dei vescovi chiamata ad elaborare le raccomandazioni per i prelati degli Stati Uniti sui rapporti con i politici cattolici.

In un’intervista apparsa recentemente sulla rivista “30 giorni” il cardinale McCarrick, alla domanda se, a suo parere, debba essere negata la comunione a un politico cattolico notoriamente favorevole all’aborto, ha risposto: “Credo che molti vescovi tra di noi ritengono che debbano esserci delle censure canoniche nei confronti di questo tipo di persone”.

“Ma credo anche – ha di seguito aggiunto – che molti vescovi non gradirebbero che la possibilità o meno di ricevere l’eucarestia sia parte di queste sanzioni. Personalmente ritengo che dovrebbe essere una preoccupazione pastorale quella di evitare che l’eucarestia diventi un punto di scontro”.

Recentemente, il vescovo coadiutore Thomas Wenski di Orlando, in Florida, ha chiesto che coloro che esercitano pubblici uffici e sostengono l’aborto si astengano dal ricevere la Comunione.

“Al giorno d’oggi, alcuni che si definiscono politici cattolici preferiscono emulare l’atteggiamento di Ponzio Pilato, ‘contrario a livello personale, ma non disposto ad imporsi’”, ha affermato in una dichiarazione.

“Forse stanno usando la Chiesa, sfidando una ‘sanzione ufficiale’ che li rende ‘cattivi Cattolici’ per guadagnarsi il favore dei loro sostenitori laici”, ha aggiunto il vescovo coadiutore. “Una sanzione simile potrebbe trasformare la loro mancanza di convinzioni cattoliche coerenti in un segno di coraggio per la gente che disprezza questo tipo di convinzioni”.

Il vescovo Wenski ha proseguito affermando che “non si possono avere entrambe le cose. I politici a favore dell’aborto che insistono nel definirsi Cattolici senza vedere la contraddizione tra quello in cui dicono di credere e il loro atteggiamento contrario alla vita devono fare ancora molta strada sulla via della santità. Devono ritornare sulla retta via prima di accostarsi alla mensa eucaristica”.

Il vescovo Michael Sheridan, di Colorado Springs, Colorado, e l’arcivescovo John Vlazny di Portland, nell’Oregon, hanno anche chiesto recentemente a coloro che esercitano pubblici uffici e sostengono l’aborto di astenersi dal ricevere la Comunione.

Ciò ha spinto un insigne donatore della diocesi di Colorado Springs a minacciare di ritirare un’offerta di 100 dollari al progetto di costruzione della sua parrocchia e ad incoraggiare altri a fare lo stesso, secondo quanto riportato mercoledì dal Denver Post.

In una pungente “lettera aperta”, l’uomo d’affari Ric Kethcart ha sostenuto che l’atteggiamento del vescovo Sheridan richiama il maccartismo.

Con maccartismo si intende un periodo della vita pubblica americana che prende il nome dal senatore Joseph Mc Carthy, capo della Commissione per le attività antiamericane istituita all'inizio della Guerra fredda nel 1947 dal Congresso degli Stati Uniti, per indagare sulla cosiddetta infiltrazione e influenza dei comunisti nelle istituzioni statali. Così da ingenerare nel Paese un pesante clima di isteria e sospetto generale.

Secondo quanto riportato dal quotidiano “Washington Post”, Peter Howard, assistente esecutivo del vescovo Sheridan, ha affermato che la diocesi è disposta a sacrificare denaro per difendere un diritto morale. Alcuni Cattolici della diocesi (che comprende dieci contee) che sostengono la leadership del vescovo Sheridan hanno aumentato le loro donazioni, ha affermato Howard.