I diritti umani, base della pace, afferma Benedetto XVI

Messaggio all’UNESCO in occasione di un omaggio a Giovanni Paolo II

| 1112 hits

CITTA’ DEL VATICANO, venerdì, 3 giugno 2005(ZENIT.org).- In un messaggio inviato ai partecipanti ad un omaggio a Giovanni Paolo II da parte dell’UNESCO, Benedetto XVI ha affermato che la costruzione della pace deve iniziare dal rispetto dei diritti umani.



L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura ha commemorato questo giovedì a Parigi i 25 anni della visita di Papa Karol Wojtyla con un colloquio dal titolo “Cultura, ragione e libertà”.

Il messaggio pontificio, che è stato trasmesso ai presenti dal Cardinale francese Jean-Louis Tauran, archivista e bibliotecario di Santa Romana Chiesa, propone una mobilitazione a favore del diritto di ogni persona, soprattutto dei poveri, all’educazione e alla cultura.

Dopo aver salutato il signor Koichiro Matsuura, direttore generale dell’UNESCO, il Vescovo di Roma ha ricordato nel suo messaggio come il suo predecessore abbia sottolineato, “in virtù della sua esperienza personale e culturale”, “il ruolo centrale ed insostituibile dell’uomo, così come della sua dignità fondamentale, fonte dei suoi diritti inalienabili”.

Papa Joseph Ratzinger ha raccolto l’eredità culturale di Giovanni Paolo II con questa raccomandazione ai membri dell’UNESCO: “Costruite la pace iniziando dalle basi: il rispetto di tutti i diritti dell’uomo, sia quelli che sono legati alla sua dimensione materiale ed economica che quelli legati alla dimensione spirituale ed interiore della sua esistenza a questo mondo”.

Il Pontefice ha anche spiegato i motivi per i quali la Santa Sede ha lo status di osservatore permanente presso l’UNESCO; istituzione che dovrebbe essere, ha spiegato, un “areopago di intelligenze e di coscienze”.

“Annunciare la novità liberatrice del Vangelo ad ogni uomo, raggiungerlo in tutto ciò che conforma la sua esistenza ed esprime la sua umanità è la sfida permanente della Chiesa”, ha ricordato.

“Questa missione che la Chiesa ha ricevuto dal suo Signore interessa da vicino il vostro progetto e giustifica ampiamente il fatto che la Santa Sede abbia sempre desiderato, con la presenza di un osservatore permanente, partecipare alla vostra riflessione e al vostro impegno”.

La Chiesa cattolica continuerà a “mobilitare le sue forze, che sono in primo luogo di natura spirituale, per collaborare al bene dell’uomo in tutte le dimensioni del suo essere”, ha promesso il Papa.

”In un mondo a volte multiforme e diviso e spesso sottoposto alle forti necessità della globalizzazione delle relazioni economiche e ancor di più a quelle dell’informazione, è assolutamente necessario mobilitare le energie dell’intelligenza perché si riconosca in tutti i luoghi, soprattutto nei Paesi più poveri, il diritto degli esseri umani all’educazione e alla cultura”, ha affermato.

In quest’opera, riconosce il messaggio, la Chiese deve mostrare “in un modo sempre più profondo la relazione che unisce ogni persona con il Creatore di ogni vita, fondamento della dignità inalienabile dell’essere umano, dal suo concepimento alla morte naturale”.

Le sessioni del colloquio sono state presiedute da Joseph Maïla, rettore dell’Institut Catholique di Parigi, e da monsignor Francesco Follo, osservatore permanente della Santa Sede presso l’UNESCO.

Nella sua visita all’organizzazione, Giovanni Paolo II pronunciò un famoso discorso in cui, come ha spiegato monsignor Follo, “mostrò che è possibile costruire un nuovo mondo in cui lo sviluppo e l’economia abbiano un volto umano e in cui i diritti dell’uomo e il diritto internazionale siano retti dalla logica della carità e della solidarietà”.