I figli di don Bosco vogliono dare un’anima all’Europa, “terra di missione”

Congresso Internazionale Salesiano di Pastorale Giovanile

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ROMA, lunedì, 20 novembre 2006 (ZENIT.org).- Questo lunedì si è chiuso presso il Salesianum di Roma il Congresso “Europa Terra di Missione”, sulle sfide dell’evangelizzazione in Europa oggi alla luce dell’Esortazione apostolica “Ecclesia in Europa”.



Al Congresso, organizzato dal Dipartimento per la Pastorale Giovanile e le Missioni della Congregazione Salesiana, hanno assistito 130 partecipanti delle varie ispettorie salesiane d’Europa, tra cui delegati per l’Animazione Missionaria, per la Pastorale Giovanile e salesiani impegnati nel campo dell’evangelizzazione.

L’incontro, secondo gli organizzatori, aveva come obiettivo quello di “sensibilizzare i partecipanti sull’urgenza dell’evangelizzazione condividendo esperienze nel campo dell’evangelizzazione nel contesto di oggi e aiutarli a riconoscere le sfide dell’evangelizzazione in Europa oggi in un contesto che sta cambiando”.

Il Congresso è iniziato con l’intervento del Rettor maggiore della Congregazione Salesiana, don Pascual Chávez.
 
Nel suo intervento padre Chávez, sottolineando l’allarme religioso che nasce dal continente, ha indicato nella nuova evangelizzazione dell’Europa la risposta adeguata alla pretesa di voler cancellare Dio dalla vita dei cittadini, di considerare la Chiesa come un ostacolo all’integrazione culturale e alla pace sociale, come antagonista dello sviluppo scientifico e tecnico e del benessere economico.

Il Rettor maggiore ha esortato i Salesiani presenti a ravvivare con “coraggio il nostro buon ufficio di restituire all’Europa la sua anima. Come Congregazione Salesiana, siamo ben consapevoli del fatto che quanti soffrono di più lo smarrimento attuale sono loro, ma siamo anche convinti che saranno proprio loro quelli che potranno invertire meglio questa tendenza”.
 
Segnalando la meta di un’educazione integrale, il padre Chávez ha ricordato il senso della vocazione salesiana: “Essere nella Chiesa segni e portatori dell’amore di Dio per i giovani, soprattutto per i più poveri”. 

Il religoso salesiano ha quindi sottolineato alcuni elementi dell’identità cristiana che hanno una grande rilevanza sociale e politica per definire una cultura alternativa, lievito e seme all’interno della cultura imperante.

Tali elementi sono: un’evangelizzazione esplicita, la comunione fraterna come alternativa all’individualismo, l’identificazione progressiva con Cristo attraverso la partecipazione all’Eucaristia, una traduzione della fede trinitaria nella vita ordinaria e una convocazione di nuovi cristiani, frutto della gioiosa testimonianza della propria fede.