I frutti di santità nella Famiglia Paolina

Parla il nuovo postulatore generale, padre José Antonio Pérez

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di José Antonio Varela Vidal



ROMA, giovedì, 2 dicembre 2010 (ZENIT.org).- La Famiglia Paolina (http://www.alberione.org), composta da cinque congregazioni religiose, quattro istituti di vita secolare consacrata e una associazione laicale, è diventata un vero e proprio laboratorio di santità.

E' quanto afferma in questa intervista a ZENIT padre José Antonio Pérez, ssp, il nuovo postulatore generale per le cause dei santi di questa realtà, fondata dal beato Giacomo Alberione ( 1884-1971).

Con questo incarico lei assume un compito di grande responsabilità…

Padre Pérez: Sì, ho incominciato con la fiducia che da parte mia farò tutto quello che posso, e il resto lo farà il Signore, e gli interessati, che sono i beati e i venerabili della Famiglia Paolina.

Quali sono i paolini per cui è in corso una causa di canonizzazione?

Padre Pérez: Attualmente sono sette. Oltre al fondatore, Beato Giacomo Alberione, c’è il Beato Timoteo Giaccardo, primo sacerdote e vicario generale. I venerabili sono: la cofondatrice delle Figlie di San Paolo, suor Tecla Merlo, fratel Andrea Borello, il giovane aspirante Maggiorino Vigolungo, deceduto a 14 anni, e il canonico Francesco Chiesa, direttore spirituale e collaboratore assiduo di don Alberione dalle origini della fondazione, per cui è considerato parte della Famiglia Paolina. Inoltre c’è la prima Madre delle Pie Discepole del Divin Maestro, la Serva di Dio suor Scolastica Rivata, deceduta nel 1987.

Quali sono le caratteristiche costanti in questo gruppo di paolini?

Padre Pérez: Il fondatore possedeva una grande capacità di contagiare la passione con cui viveva la chiamata di Dio al nuovo apostolato, unendo la profonda vita interiore con una attività apostolica traboccante. Senza dubbio, tutti questi hanno seguito le orme del fondatore per vivere questa stessa sintesi.

Quali sono i progetti per farli conoscere maggiormente?

Padre Pérez: Si deve coltivare e mantenere viva la fama di santità che già hanno. Bisogna divulgare la loro biografia, stampare immaginette e produrre altri materiali con molta intensità. Dobbiamo promuovere incontri nei luoghi dove sono nati e hanno trascorso la loro vita, come Alba (Cuneo) o Roma, e fomentare di più i pellegrinaggi a questi stessi luoghi.

Il padre generale dei paolini ha detto che la vera prova della santità di Alberione è che i suoi figli siano santi…

Padre Pérez: È un’affermazione molto giusta. Precisamente lo stesso fondatore, ancora giovane, diceva ai suoi figli di avere soltanto due fastidi – nonostante avesse tanti problemi –: che lui non era buono a sufficienza e che loro non erano sufficientemente santi.

I paolini si apprestano a compiere il primo centenario nel 2014…

Padre Pérez: Sì, e i prossimi anni saranno di preparazione per celebrare degnamente il centenario della nascita della Famiglia Paolina, che incominciò appunto nel 1914 con la Società San Paolo. Senza dubbio sarà un grande evento in linea con il tema del nostro ultimo Capitolo generale, che proponeva appunto di affrontare il futuro con fedeltà creativa, mantenendo la sostanza del carisma paolino e adattandolo ai tempi moderni.

All’inizio del suo incarico, che cosa chiede ai membri della Famiglia Paolina?

Padre Pérez: Prima di tutto molta preghiera. Ciò che non farà il Signore, rimarrà sterile. Poi chiedo loro di promuovere la conoscenza dei nostri “santi”, perché sono convinto che sia importante far conoscere questi testimoni, veri protagonisti della nuova evangelizzazione. Così la gente avrà punti di riferimento, modelli attuali per affrontare questa sfida della Chiesa nella cultura della comunicazione in cui oggi viviamo.