I Giuristi per Vita diffidano l'UNAR

Impugnato il documento per il contrasto delle discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere

Roma, (Zenit.org) Redazione | 464 hits

I Giuristi per la Vita hanno formalmente notificato un atto di diffida stragiudiziale al Dipartimento delle Pari Opportunità, all’Ufficio Antidiscriminazioni Razziali, al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ai diciotto Uffici Scolastici Regionali, nonché a tutti i centoquattro Uffici Scolastici Provinciali sparsi sul territorio nazionale.

Tutte le competenti Amministrazioni Pubbliche sono state diffidate dall’adozione di atti e provvedimenti che diano attuazione al documento Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere (2013-2015), di cui si è, peraltro, richiesto l’immediato annullamento in sede di autotutela e la relativa cancellazione di tutti i suoi effetti giuridici.

Nell’atto di diffida i Giuristi per la Vita si sono espressamente riservati di impugnare, in via amministrativa e giurisdizionale, gli eventuali atti e provvedimenti attuativi del citato documento Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere (2013-2015).

Il documento dell’UNAR, si legge nella diffida, “espropria la famiglia – ambito privilegiato e naturale di educazione – del compito di formazione in campo sessuale, disconoscendo il fatto che la stessa famiglia rappresenti l’ambiente più idoneo ad assolvere l’obbligo di assicurare una graduale educazione della vita sessuale, in maniera prudente, armonica e  senza particolari traumi”.

Secondo i Giuristi per la Vita, il documento viola due articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo: “l’art.18 , il quale garantisce la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, sia in pubblico che in privato, i propri valori religiosi nell’educazione, e l’art.26 nella parte in cui attribuisce ai genitori il diritto di priorità nella scelta di educazione da impartire ai propri figli”.

La disposizione è ritenuta, inoltre, in contrasto con l’art. 30 della Costituzione italiana “che garantisce e tutela il diritto dei genitori ad educare i propri figli, nonché delle disposizioni del codice penale in materia, e di tutte quelle che pongono quale limite per qualsiasi atto, privato o pubblico, il principio del buon costume”.

Il documento dell’UNAR, denunciano ancora i Giuristi per la Vita, è stato adottato senza consultare tutte le parti sociali interessate, “con specifico riguardo ai genitori ed ai docenti”, contraddicendo in ciò quanto auspicato nel documento stesso ma anche nella Raccomandazione CM/Rec(2010)5 del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa e nelle Linee di Indirizzo sulla Partecipazione dei Genitori e Corresponsabilità Educativa”, diramate dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca il 22 novembre 2012, senza nemmeno tenere conto delle “puntuali contestazioni formulate da FORAGS (Forum Regionale Genitori Scuola) lombardo con lettera del 15 aprile 2013 e del FONAGS (Forum Nazionale Genitori Scuola) al Ministro Carrozza con lettera del 12 novembre 2013”.

[Testo integrale della diffida: http://www.giuristiperlavita.org/joomla/Pdf/ATTO%20DI%20DIFFIDA.pdf]