I magnate dei media e la morale: sono al passo con i tempi?

I premi non possono nascondere l'interesse popolare per la religione

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VENEZIA, sabato, 25 settembre 2004 (ZENIT.org).- Due settimane fa, la Mostra del Cinema di Venezia ha rappresentato un classico esempio di ostilità dei mass media nei confronti della religione e dei valori morali.



Il Leone d'Oro per il miglior film è stato assegnato a “Vera Drake”, un'opera britannica in favore dell'aborto. La protagonista, Imelda Stunton, ha vinto il premio come migliore interpretazione femminile. Un film spagnolo, pro-eutanasia, “Mar Adentro” (“Mare dentro”), ha vinto il secondo posto nella categoria dei migliori film, mentre il protagonista Javier Bardem si è aggiudicato il premio per la migliore interpretazione maschile.

“Vera Drake” dipinge “una normale casalinga che effettua aborti in segreto” negli anni '50, prima che questa tecnica fosse legalizzata, ha osservato il “Times” di Londra del 13 settembre. Il film è stato realizzato grazie ad un contributo di 1,25 milioni di sterline (1, 8 milioni di euro) dello UK Film Council. Due anni fa il Consiglio aveva finanziato “The Magdalene Sisters”, vincitore anch'esso del Leone d'Oro.

In un'intervista pubblicata lunedì 13 settembre dal quotidiano spagnolo “El Mundo”, il regista di “Vera Drake”, Mike Leigh, ha dichiarato di ritenere ridicolo che alcuni Paesi ancora vietano l'aborto. Leigh sembrava considerare l'aborto come un utile mezzo di controllo della popolazione, nell'osservare che mentre la popolazione mondiale è in crescita, la Terra sta diventando più grande.

Egli ha anche dichiarato di aver considerato l'ipotesi di inserire nel film anche la posizione della Chiesa cattolica sull'aborto, ma di aver poi scartato l'idea ritenendola irrilevante ai fini del film.

“Mar Adentro”, classificatosi al secondo posto racconta la storia di Ramón Sampedro, rimasto paralizzato dal collo in giù, all'età di 25 anni, e poi suicidatosi nel 1998. Padre Luis de Moya, un quadriplegico che conosceva Sampedro, ha affermato in una intervista rilasciata a ZENIT due settimane fa che “è evidente che venga sfruttata la sua triste storia per banalizzare l’eutanasia e preparare, in questo modo, il terreno alla sua prossima legalizzazione”.

In effetti, il quotidiano britannico “Observer” ha riportato domenica 19 settembre che alla prima di “Mar Adentro” erano presenti gran parte dei componenti del Governo spagnolo, tra cui il Primo Ministro José Luis Rodríguez Zapatero.

Secondo l'Observer, alcuni membri del Partito socialista attualmente al Governo stanno facendo pressioni sull'Esecutivo per l'istituzione di una commissione parlamentare con lo scopo di fare un'indagine sulla legalizzazione dell'eutanasia. “Il film ci invita a riflettere”, ha affermato il Ministro della giustizia, Juan Fernando López Aguilar, il quale ha negato che vi sia alcun programma immediato per apportare modifiche alla legge in vigore.

Secondo il quotidiano britannico, Zapatero avrebbe affermato che “il film è, paradossalmente, un inno alla vita... La difesa della libertà di morire è in sé un inno alla vita”.

I prodotti per la famiglia vendono

Ma mentre i media d'elite assegnano premi, i botteghini ci raccontano un'altra storia. Da un'analisi sui riscontri ai botteghini dei cinema, relativi a 250 film usciti lo scorso anno negli Stati Uniti, risulta che il pubblico preferisce chiaramente i film che difendono i valori morali, secondo il “Washington Times” del 25 marzo.

Da un rapporto preparato dalla Christian Film & Television Commission (CFTVC), i film che mettono in evidenza un “contenuto fortemente morale” hanno incassato una media di 92.5 milioni di dollari (76 milioni di euro), sei volte gli incassi di quelli con un “contenuto immorale e negativo”. Ted Baehr, presidente della CFTVC con sede in California, ha affermato che: “I film che possono essere visti da minori con la presenza dei genitori incassano due o tre volte quanto un normale film vietato ai minori”.

E sembra che i film per tutta la famiglia abbiano trovato un grande finanziatore: Philip Anschutz, co-fondatore di Qwest Communications International Inc., che ha realizzato una fortuna di 5 miliardi di dollari (4,5 miliardi di euro) grazie a petrolio, ferrovie e telecomunicazioni. Negli ultimi due anni egli ha finanziato circa una dozzina di progetti a Hollywood, tutti destinati ad un pubblico composto da famiglie, secondo un rapporto pubblicato nel “Wall Street Journal” il 22 aprile.

Anschutz ha già destinato più di 300 milioni di dollari (246 milioni di euro) a progetti cinematografici e non sembra volersi fermare, ha affermato il “Journal”. Ad oggi i suoi film hanno riscosso qualche successo, ma egli ha in mente di realizzare, in collaborazione con la Disney, una serie di film tratti dalle Cronache di Narnia di C. S. Lewis.

Di recente è sorto il Family Friendly Programming Forum, una iniziativa diretta a promuovere sani programmi per la televisione. Il gruppo è stato istituito con finanziamenti provenienti da società frustrate dalla carenza di programmi che possono essere visti da minori accompagnati dai genitori, nei quali poter trasmettere spot pubblicitari, ha riportato il Washington Times lo scorso 28 giugno. Il Forum ha fornito il capitale iniziale per lo sviluppo di sette programmi TV per i palinsesti di questo autunno.

Copertura

Nel settore dell'informazione, secondo l'Associated Press del 5 aprile, nella televisione USA è aumentata la copertura delle notizie di carattere religioso. Da uno studio effettuato dal Media Research Center risulta che i notiziari della sera dei tre principali network - ABC, CBS and NBC - hanno trasmesso 303 servizi sulla religione nell’arco di 12 mesi, terminati il 1° marzo, rispetto ai 121 servizi del 1993.

La copertura è aumentata anche nei notiziari del mattino con 331 servizi lo scorso anno, rispetto ai 197 del 1993. Molto dell'incremento è dovuto al film di Mel Gibson “La Passione di Cristo” e al 25° anniversario del pontificato di Giovanni Paolo II, nonché all'accresciuto interesse per l'Islam in seguito agli attacchi terroristici.

Tuttavia, un fatto degno di nota è che nessuno dei tre principali network dispone di corrispondenti a tempo pieno dedicati alle questioni religiose. Inoltre, come osservato dal Media Research Center, i network si rivelano spesso ostili alla fede ortodossa e affidano i commenti per lo più a studiosi di religione di stampo progressista.

Anche la radio ha preso parte alla rinnovata presenza della religione nei media. Delle 13.898 emittenti radiofoniche negli Stati Uniti, non meno di 1.965 sono di stampo cristiano, secondo il “Denver Post” del 18 luglio, rispetto alle 1.566 di dieci anni fa, e alle sole 399 di trenta anni fa.

Secondo quanto riferito da Jim Marshall del National Christian Radio Association al “Denver Post”, “La musica è il contenitore per il messaggio”. “La musica è il linguaggio della cultura. ... Stiamo scoprendo ciò che Gesù sapeva nel primo secolo. Egli comunicava raccontando brevi storie. E questo è ciò che fanno le canzoni”.

L'articolo osserva inoltre che la musica cristiana sta ottenendo un successo crescente. Nel 2003 ha venduto 47,1 milioni di album. Più delle colonne sonore, della musica latina, jazz e classica.

Avanza il mercato cristiano

I giochi, i libri e i fumetti sono altri settori con una crescente presenza cristiana, osserva “Business Week” in un articolo del 27 luglio scorso apparso sul sito Internet. L'articolo cita esperti del settore che stimano il fatturato dell'industria ludica cristiana a circa 100 milioni di dollari (82 milioni di euro). Si tratta comunque di meno dell'1% del mercato dei videogame, anche se la fetta cristiana è in aumento.

Secondo “Business Week”, anche le vendite dei giochi di società e di carte cristiani sono in aumento. Dietro questo successo vi è un crescente interesse per la religione tra i giovani di oggi. “Essi partecipano maggiormente alla vita delle proprie chiese di appartenenza”, afferma Cynthia Engelke, dirigente nell'ambito della ricerca e delle mode della società di consulenza per il marketing di New York, Youth Intelligence.

Secondo le parole dell'editorialista Richard Tomkins del “Financial Times” apparse il 30 luglio scorso, i giovani stanno sempre più passando “from Coke to Christ”. “In parole povere, il Cristianesimo fa tendenza”, ha scritto Tomkins. “O per lo meno questo è il modo in cui ne viene gestito il marketing: come un'alternativa più emozionante e significativa rispetto alla cultura comune fatta di opaco conformismo, materialismo vuoto e oggetti firmati”.

Ad oggi, gran parte di questa nuova tendenza è circoscritta agli Stati Uniti. Ma in ogni caso continuano ad esservi tanti contenuti anticristiani, come qualsiasi attento genitore può constatare. Tuttavia, mentre i media d'elite continuano a premiare film contrari alla moralità, sembra che essi siano sempre meno in sintonia con le generazioni dei più giovani.