I mezzi di comunicazione hanno un ruolo nella lotta alla fame, segnala il Papa

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CITTA’ DEL VATICANO, domenica, 21 maggio 2006 (ZENIT.org).- Nella lotta contro la piaga della fame, anche i mezzi di comunicazione hanno una responsabilità, ha avvertito questa domenica Benedetto XVI.



Ad una settimana dalla XL Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, l’attenzione del Papa – prima di intonare la preghiera del “Regina Caeli” – si è rivolta alla piaga della fame nel mondo.

Questa domenica, ha spiegato, “con l’iniziativa ‘Il mondo in marcia contro la fame’ (Walk the World), indetta dal Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite, si intende sensibilizzare i Governi e l’opinione pubblica sulla necessità di un’azione concreta e tempestiva per garantire a tutti, in particolare ai bambini, la ‘libertà dalla fame’”.

Il Pontefice ha ricordato che “la Chiesa guarda con attenzione ai media, perché rappresentano un veicolo importante per diffondere il Vangelo e per favorire la solidarietà tra i popoli, attirandone l’attenzione sui grandi problemi che ancora li segnano profondamente”.

Nel suo messaggio per la prossima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali – voluta dal Concilio Vaticano II –, Benedetto XVI ha approfondito il tema di questa edizione: “I media: rete di comunicazione, comunione e cooperazione”.

Esprimendo la sua vicinanza, nella preghiera, alla suddetta “Marcia contro la fame” – “che si svolge a Roma e in altre città di circa 100 Paesi” –, il Papa ha ricordato davanti alle decine di migliaia di fedeli che riempivano piazza San Pietro e a quanti seguivano il suo intervento in collegamento televisivo l’“urgente e drammatica situazione del Darfur, nel Sudan”.

Nella regione “persistono forti difficoltà nel soddisfare perfino i primari bisogni alimentari della popolazione”, ha ricordato.

“Auspico vivamente che, grazie al contributo di tutti, possa superarsi la piaga della fame che ancora affligge l’umanità, mettendo a serio rischio la speranza di vita di milioni di persone”, ha detto.

Nella sua preghiera, ha raccomandato soprattutto alla Vergine Maria tutti “i nostri fratelli oppressi dal flagello della fame” e “quanti vengono in loro aiuto”.

Il Vescovo di Roma ha esteso la sua preghiera a “coloro che attraverso i mezzi di comunicazione sociale contribuiscono a rinsaldare tra i popoli i vincoli della solidarietà e della pace”.