I momenti salienti del Conclave: dalla processione d'ingresso fino all'elezione del Pontefice

Padre Lombardi spiega come si svolgeranno, a partire da domani pomeriggio, i diversi momenti che porteranno al tanto atteso "Habemus Papam"

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Salvatore Cernuzio | 1189 hits

Alla vigilia del Conclave, padre Federico Lombardi ha dedicato gran parte del briefing di oggi con i giornalisti ad illustrare lo svolgimento e i momenti salienti di questo evento che interessa non solo la Chiesa cattolica, ma il mondo intero.

Il direttore della Sala Stampa si è soffermato, in particolare, sulla processione che vedrà, domani alle 16.30, i 115 porporati elettori partire dalla Cappella Paolina, dopo un breve momento di preghiera, per entrare finalmente nella Sistina. La processione seguirà le dettagliate disposizioni dell’Ordo Rituum Conclavis.

Apriranno quindi il corteo la Croce e i candelieri, cui seguiranno i cantori della Cappella Sistina che intonano canti sacri, alcuni prelati, il segretario del Conclave, e il porporato maltese Prosper Grech che, subito dopo l’Extra Omnes, ovvero la chiusura delle porte della Sistina, pronuncerà la meditazione ai conclavisti.

Dietro, tutti i cardinali, in ordine inverso alla precedenza, ovvero i cardinali che sono ultimi nella precedenza stabilita dai diversi Ordini avanzano per primi: si tratterà, quindi, dei cardinali Harvey e Versaldi. In base a tale criterio, chiuderà la processione il cardinale Re, il più anziano dell’Ordine dei Vescovi, e quindi primo in ordine di precedenza e celebrante della processione e del giuramento in Sistina. Il card. Re sarà accompagnato dal Maestro delle Cerimonie, mons. Marini.

Il momento della processione sarà reso ancora più solenne dal Canto delle Litanie dei Santi, da alcune invocazioni e dal celebre Veni Creator Spiritus, il grande inno di invocazione dello Spirito Santo. Cantando, i cardinali entreranno quindi nella Cappella Sistina e lì, andando ognuno al proprio posto, pronunceranno il giuramento, come previsto nella Costituzione apostolica.

Dopo che il celebrante principale, il card. Re, reciterà una lunga formula introduttiva in latino, i singoli cardinali, in base all’ordine di precedenza, andranno al leggìo al centro della Cappella Sistina, sul quale è riposto l’Evangeliario aperto. Con la mano sulla Parola di Dio, i cardinali pronunzieranno il proprio nome e la formula di adesione al giuramento.

Subito dopo “fuori tutti”: seguirà cioè la formula latina dell’Extra omnes con cui il Maestro delle Cerimonie farà uscire dalla Sistina tutti i presenti, ad eccezione naturalmente degli elettori, del cardinale addetto alla meditazione (Grech) e di sé stesso. Una volta chiuse le porte della Cappella si terrà la meditazione, dopodiché gli elettori potranno scegliere se procedere alla prima votazione.

“Essendo la prima – ha spiegato padre Lombardi – questa votazione difficilmente avrà un esito positivo”. La prima fumata sarà quasi sicuramente nera. I cardinali concluderanno quindi la prima giornata di Conclave con la celebrazione comune dei Vespri, per poi fare ritorno nella Casa Santa Marta per la cena. 

“La Cappella Sistina è già definitivamente pronta”, ha poi informato il direttore della Sala Stampa. Ogni cardinale troverà al suo posto l’Ordo Rituum Conclavis, una copia della Costituzione apostolica e il libro della Liturgia delle Ore per i diversi momenti di preghiera. Il CTV, inoltre, monitorerà in diretta il comignolo, sia la mattina che il pomeriggio, in modo che “nessuno venga colto di sorpresa” qualora iniziasse una fumata.

Padre Lombardi ha poi spiegato cosa succederà quando verrà raggiunto il quorum dei 2/3, in questo caso i 77 voti necessari ad eleggere un cardinale a nuovo Pontefice. Ovvero la serie di brevi cerimonie che si svolgeranno tutte nella Sistina. Innanzitutto il “rito di accettazione”: il cardinale decano (in questo caso il presidente dell’assemblea, quindi il card. Re) si rivolge all’eletto con la domanda: "Accetti la tua elezione canonica a Sommo Pontefice?”. Segue la risposta e la seconda domanda sul nome che il candidato ha scelto come Papa.

Avviene poi la bruciatura delle schede e, quindi, la tanto attesa fumata, che - se bianca - indica l’avvenuta accettazione. Il nuovo Pontefice va allora nella cosiddetta Stanza delle lacrime - così nominata perché, secondo la tradizione, il Papa appena eletto può dare lì sfogo alle sue emozioni per l’importante compito appena assunto - dove indosserà le vesti papali, già preparate dal sarto Gammarelli.

Torna quindi nella Sistina, dove si svolge un'altra piccola cerimonia con la lettura di un passo del Vangelo legato al ministero petrino e una preghiera, in cui – ha detto padre Lombardi – “entrano come attori il primo dell’Ordine dei Diaconi, dell’Ordine del Prebiteri e dell’Ordine dei Vescovi”. Dopodichè tutti i cardinali presenti svolgeranno l’atto di ossequio, con cui giurano obbedienza al nuovo Papa.

Considerando questi diversi momenti, secondo il direttore della Sala Stampa vaticana, “trascorreranno verosimilmente 45 minuti dalla fumata bianca al suono delle campane e all’annuncio del Protodiacono”, più altri dieci minuti dall’uscita del Papa.

Dopo il canto del “Te Deum” nella Cappella Sistina, si giunge quindi al momento culminante: l’Habemus Papam. Il Protodiacono esce alla Loggia e annuncia alla folla dei fedeli riunitasi in San Pietro subito dopo la fumata bianca il nome del nuovo Papa.

Una novità di quest’anno, ha riferito il portavoce vaticano, è che il Pontefice appena eletto, uscendo dalla Sistina prima di andare alla Loggia, si ferma alla Cappella Paolina, dove, davanti al Santissimo Sacramento, farà una preghiera “breve, personale e silenziosa”. Una volta affacciato dalla Loggia, il Papa saluta il Popolo di Dio e impartisce la prima benedizione Urbi et Orbi. In quest'occasione, inoltre, il Protodiacono annuncia anche l’indulgenza, come a Pasqua e a Natale. 

Un’ultima importante informazione riferita da padre Lombardi è che la Messa di inaugurazione del Pontificato potrà essere celebrata anche in un giorno feriale. La prima celebrazione del nuovo Papa, infatti, non deve avvenire necessariamente di domenica, ma è legata alla durata del Conclave e al tempo concesso alle delegazioni straniere che vorranno intervenire.