I monasteri di clausura sono “polmoni verdi” per la società, afferma il Papa

Ricorda nell’Angelus la Giornata dedicata alle comunità religiose di clausura

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CITTA’ DEL VATICANO, domenica, 19 novembre 2006 (ZENIT.org).- I monasteri di clausura non sono inutili, ma al contrario rappresentano “polmoni verdi” per chi cerca silenzio e meditazione nella nostra società, ha affermato questa domenica Benedetto XVI.



Recitando la preghiera mariana dell’Angelus insieme a varie migliaia di pellegrini riuniti in piazza San Pietro in Vaticano, il Papa ha ricordato che martedì prossimo la Chiesa celebrerà la Giornata “pro Orantibus” dedicata al ricordo di queste comunità religiose di vita contemplativa.

“Qualcuno si chiede che senso e che valore possa avere la loro presenza nel nostro tempo, in cui numerose e urgenti sono le situazioni di povertà e di bisogno a cui far fronte”, ha riconosciuto nell’allocuzione che ha pronunciato dalla finestra del suo studio.

“Perché ‘rinchiudersi’ per sempre tra le mura di un monastero e privare così gli altri del contributo delle proprie capacità ed esperienze?”, si è chiesto. “Che efficacia può avere la loro preghiera per la soluzione dei tanti problemi concreti che continuano ad affliggere l’umanità?”.

Il Vescovo di Roma ha risposto che “questi nostri fratelli e sorelle testimoniano silenziosamente che in mezzo alle vicende quotidiane, talvolta assai convulse, unico sostegno che mai vacilla è Dio, roccia incrollabile di fedeltà e di amore”.

“Dinanzi alla diffusa esigenza che molti avvertono di uscire dalla routine quotidiana dei grandi agglomerati urbani in cerca di spazi propizi al silenzio e alla meditazione, i monasteri di vita contemplativa si offrono come ‘oasi’ nelle quali l’uomo, pellegrino sulla terra, può meglio attingere alle sorgenti dello Spirito e dissetarsi lungo il cammino”, ha affermato.

“Questi luoghi – ha proseguito –, pertanto, apparentemente inutili, sono invece indispensabili, come i ‘polmoni’ verdi di una città: fanno bene a tutti, anche a quanti non li frequentano e magari ne ignorano l’esistenza”.

Dopo aver ringraziato Dio “per il dono di tante persone che, nei monasteri e negli eremi, si dedicano totalmente a Dio nella preghiera, nel silenzio e nel nascondimento”, il Pontefice ha incoraggiato a offrire a questi uomini e a queste donne “sostegno spirituale ed anche materiale, affinché possano compiere la loro missione, quella di mantenere viva nella Chiesa l’ardente attesa del ritorno di Cristo”.