I Protomartiri francescani e la loro canonizzazione

Il 16 gennaio 1481, Papa Sisto IV permise, per la prima volta, la celebrazione dell'ufficio liturgico dei frati Minori uccisi in Marocco a causa della fede

Roma, (Zenit.org) Pietro Messa, O.F.M. | 767 hits

Uno dei membri della fraternitas minoritica della prima generazione dopo la morte di frate Francesco, Egidio d’Assisi trascorse gli ultimi anni della sua vita presso il romitorio di Monteripido, presso Perugia, dove morì nel 1262. Molti cercavano di parlargli onde apprendere la sua sapienza, espressa mediante frasi tanto semplici quanto incisive.

A prova di ciò sono la raccolta di Dicta a lui attribuiti che ebbero una grande diffusione, come dimostra l’abbondante tradizione di manoscritti. Tra essi vi è anche un rimprovero per l’indugio a canonizzare i Protomartiri francescani.

A frate Egidio pareva che non avessero fatto bene i frati prelati dell’ordine dei frati Minori a non adoperarsi con ogni sforzo davanti al Papa per la canonizzazione dei frati Minori martiri, uccisi nel Marocco a causa della fede gloriosamente professata. Questo, diceva, i frati dovevano procurare non in vista della propria gloria, ma soltanto per l’amore di Dio e l’edificazione del prossimo.

Se il Papa avesse voluto porli solennemente tra i santi, sarebbe stata buona cosa, e se no, i frati sarebbero stati ugualmente scusati presso dio per essersi a ciò adoperati. E aggiungeva: «Se noi non avessimo avuto gli esempi dei fratelli venuti prima di noi, forse non saremmo nello stato penitenti in cui siamo […]»

Nel 1481, con lettera Cum alias Papa Sisto IV – il frate minore Francesco Della Rovere – permette all’Ordine minoritico di celebrare nelle proprie loro chiese il giorno 16 gennaio, pubblicamente e solennemente, messe e recitare l'ufficio dei santi protomartiri Berardo, Pietro, Ottone, Accursio e Adiuto. Tale documento risulta essere più che un riconoscimento canonico della santità – ossia canonizzazione –, una permissione del culto dei Protomartiri francescani da parte del Pontefice.

(Roma, 7 Agosto 1481)

A tutti i frati diletti figli dell'ordine dei Minori ovunque si trovino, ora e in futuro.

Considerando nondimeno quali furono i meriti beatissimi dei martiri Berardo, Pietro, Ottone, Accursio e Adiuto, i quali appartennero all'ordine dei frati Minori nel quale anche noi abbiamo praticato e vissuto, i quali dopo molte torture ad opera del re del Marocco per Cristo andarono incontro alla morte e meritarono gloriosamente la palma del martirio, nella stessa morte e in seguito brillarono di numerosi miracoli; acceso da questo evento si legge che il Beato Antonio da Padova sia passato dall'ordine dei Canonici Regolari, in cui allora si trovava, allo stesso ordine dei frati Minori: abbiamo concesso con Benevolenza e con l'Autorità apostolica, con sentenza indiscutibile che i predetti frati dell'ordine Minore possano pubblicamente e solennemente celebrare nelle loro chiese le messe e l'ufficio delle ore riguardo ai santi Martiri sopra ricordati.

E in verità, poiché spesso il nemico avversario del genere umano cerca di scompigliare le buone e sante azioni, affinché qualcuno in futuro non possa ostacolare un'opera tanto pia e divina, con il presente disposto, secondo la scienza certa e l'autorità Apostolica, concediamo che i predetti frati Minori ovunque solennemente e pubblicamente possano in libertà e con sana e serena coscienza, applicando l'invocata autorità Apostolica, recitare e celebrare l'ufficio dei numerosi martiri anche per gli stessi Berardo, Pietro, Accursio, Adiuto e Ottone nel duplice ufficio Maggiore e anche il 16 Gennaio, nel qual giorno morirono per effetto del martirio.

Che nessuno osi opporsi a questa nostra concessione e che nessuno faccia nulla per opporvisi. Inoltre, poiché era difficile che la presente fosse diffusa ovunque,  provvediamo a che, in copia, con sottoscrizione di qualche pubblico notaio e con il sigillo dell'ordine o con certificazione del vicario generale dei frati Minori, questa festa Cristiana si diffonda e sia diffusa qualora la presente Bolla sia mostrata in originale.

[Dato a Roma in San Pietro, sotto l'anello del Pescatore, nel giorno 7 Agosto 1481, anno X]

Per un approfondimento, consultare:

Dai Protomartiri francescani a sant'Antonio di Padova. Atti della Giornata Internazionale di Studio (Terni, 11 giugno 2010) a cura di L. Bertazzo -  G. Cassio, Ed. Centro Studi Antoniani, Padova 2011.

San Francesco e il Sultano. Atti della Giornata di Studio (Firenze, 25 settembre 2010), in Studi Francescani 108/2 (2011), pp. 425-565.

Un video documentario sulla vicenda dei Protomartiri francescani si trova in: http://www.cantualeantonianum.com