I Salesiani intensificano la loro opera di evangelizzazione ed educazione in Pakistan

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ROMA, giovedì 25 marzo 2004 (ZENIT.org).- L’opera salesiana di evangelizzazione e di educazione in Pakistan si è intensificata nella zona di frontiera con l’Afghanistan – soprattutto con i rifugiati – e a Lahore.



Lo stesso Ministero dell’Istruzione di Islamabad ha riconosciuto ed apprezzato l’opera educativa offerta in nome di San Giovanni Bosco, ha spiegato don Peter Zago, dalla comunità salesiana di Quetta in Pakistan, che, di passaggio per Roma, ha espresso parole di speranza per il futuro del Paese e dell’opera dei Salesiani.

Secondo le informazioni fornite dall’ANS, l’Agenzia di Notizie Salesiana, in Pakistan sono presenti sei Salesiani, tre a Quetta e tre a Lahore.

Quetta si trova a 100 chilometri dalla frontiera con l’Afghanistan, in una zona in cui vivono migliaia di rifugiati afghani.

Da due anni i Salesiani guidano la parrocchia di Quetta, che comprende circa 1.200 famiglie cristiane.

“Non ci si occupa, però, solo dei fedeli della parrocchia, perché c’è anche un centro giovanile aperto a tutti i giovani, soprattutto ai giovani rifugiati Uzbeki”, afferma la ANS.

Con l’assistenza finanziaria del Rettore dei Salesiani e del “Bonn Mission Office”, inoltre, i Salesiani dirigono una scuola per 120 giovani Uzbeki ed un Learning Centre per circa 650 rifugiati afghani. Gestiscono, inoltre, altri tre Learning Centre per i Pashtun, gli Azari e i Tajid dei campi profughi.

Con l’aiuto di “Misereor”, i Salesiani portano avanti questi tre centri aiutando 1.800 giovani e sono responsabili di 50 insegnanti.

Nell’altra città in cui i Salesiani sono presenti, Lahore, si trova il “Don Bosco Tech”, che ha 104 studenti, 64 dei quali in convitto; la maggior parte di loro provengono da famiglie cattoliche, mentre i rimanenti appartengono ad altre confessioni religiose. Sono tutti studenti che altrimenti non avrebbero l’opportunità di andare a scuola.

La sfida maggiore per i Salesiani del Pakistan, dice don Zago, è “continuare a lavorare con i poveri”.

In questi anni di lavoro salesiano in Pakistan è già sorta la prima vocazione alla vita consacrata, un novizio che ora si trova a Cebú, nelle Filippine, dove ha fatto la sua prima professione.