I social media: uno "spazio di evangelizzazione"

Monsignor Claudio Celli e monsignor Paul Tighe commentano il Messaggio del Papa per la 47° Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 797 hits

Il Messaggio di papa Benedetto XVI per la 47° Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali esprime una “valutazione positiva” ma “non ingenua” dei social media. Lo ha affermato stamattina monsignor Claudio Celli, presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, presentando il Messaggio ai giornalisti accreditati alla Sala Stampa Vaticana.

Secondo monsignor Celli, il Santo Padre nel suo Messaggio vede i nuovi media come “opportunità di dialogo e di dibattito”, dotati della “riconosciuta capacità di rafforzare i legami di unità tra le persone e di promuovere efficacemente l’armonia della famiglia umana”.

A patto che, tuttavia, “si agisca nel rispetto della privacy con responsabilità e dedizione alla verità, e con autenticità dato che non si condividono solo informazioni e conoscenze ma in sostanza si comunica una parte di noi stessi”.

Nella dinamica dei social media, c’è poi una dimensione ancora più alta, che “è inserita in quella ancor più ricca e profonda della ricerca esistenziale del cuore umano”.

Il responsabile del Dicastero Vaticano delle Comunicazioni ha inoltre sottolineato l’approccio misurato del Santo Padre che non trascura “la voce discreta della ragione” e l’opportunità che la rete possa diventare uno spazio di evangelizzazione.

Se da un lato va rifiutata l’aggressività, con cui spesso si confrontano gli internauti, e va favorito un atteggiamento di “dialogo, ascolto e rispetto dell’altro”, non bisogna, ha commentato Celli, indulgere in un equivoco concetto di “tolleranza”, che sottintende quasi sempre una latente ostilità, non un’autentica accoglienza.

Traendo un bilancio delle prime sei settimane del profilo Twitter di Benedetto XVI, monsignor Celli ha riferito che i followers del Papa sono arrivati a quota due milioni e mezzo, mentre il profilo in latino – (@Pontifex_ln) – attivato da pochi giorni, conta già circa 10mila utenti.

Quanto ai messaggi ostili che talora appaiono sul profilo Twitter del Pontefice, Celli ha commentato: “Non siamo stati colti di sorpresa”. Il progetto è comunque meritevole, ha aggiunto il presule, vuoi per i molti “splendidi messaggi” di sostegno al Santo Padre, vuoi perché “se si vuole comunicare all’uomo di oggi”, è opportuno farlo attraverso le nuove tecnologie, con tutti i rischi che queste comportano.

È meglio quindi “essere presenti che essere assenti pur di evitare questi rischi”, ha detto il responsabile vaticano per le comunicazioni. Quanto ai twit sfavorevoli, i moderatori hanno scelto di cancellare solo le “offese gratuite”, mantenendo le critiche più o meno rispettose che, ha spiegato Celli, “possono rappresentare occasioni di riflessione e di crescita”.

Rispondendo alla domanda di un giornalista, monsignor Celli ha poi puntualizzato che non sarà aperta una pagina ufficiale di Facebook dedicata a Benedetto XVI, trattandosi di un social media a dimensione “personale”, mentre Twitter meglio si presta ad una comunicazione “istituzionale”.

Il presule ha infine incoraggiato i followers del Santo Padre a “retwittare” i messaggi del Pontefice, ricordando che circa il 7% degli utenti già lo fanno.

Alla conferenza stampa è intervenuto anche monsignor Paul Tighe, segretario del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali, ricordando che Internet è una forma di comunicazione determinata dagli utenti stessi che, quindi, detengono una marcata responsabilità nel veicolare “buone comunicazioni positive” tese a “promuovere il benessere individuale e sociale”.

Inoltre l’ambiente digitale non è “una sorta di mondo parallelo, o solo virtuale”, bensì un ambiente esistenziale in cui le persone vivono e si muovono”, pertanto esso è un “continente” in cui “la Chiesadeve essere presente” e in cui “i credenti, se vogliono risultare autentici nella loro presenza, dovranno cercare di condividere con gli altri la fonte più profonda della loro gioia e della loro speranza, Gesù Cristo”.

In conclusione, monsignor Tighe ha accennato al successo che sta riscuotendo la pagina Facebook di News.va, attraverso la quale gli articoli del portale vaticano hanno “più risonanza”. A tal proposito monsignor Celli ha puntualizzato che le notizie più lette di News.va sono proprio quelle dai “contenuti più fortemente spirituali”.