I tesori di San Francesco a Ripa

Il progetto di restauro è stato presentato ieri a Roma

Roma, (Zenit.org) Paola Cusumano | 256 hits

Martedì 23 luglio nella Chiesa di San Francesco a Ripa Grande, guidata da padre Stefano Tamburo, si è tenuta una conferenza per presentare alla stampa il progetto di restauro “I tesori di San Francesco a Ripa”.

L’inziativa nata per volontà della Confartigianato Imprese Roma è volta al restauro di 293 autentiche, di un volume e del parato liturgico dell’Immacolata Concezione.

Le autentiche, dichiarazioni scritte comprovanti l’autenticità delle reliquie, sono sia singole sia rilegate in un prezioso volume.

Le autentiche singole sono per la maggior parte risalenti al XIX secolo. Tra le più importanti si annoverano l’autentica del 1858 con relativa reliquia del chiodo forgiato come i chiodi della Santa Croce a cui fu messo a contatto e l’autentica del 1924 della reliquia della Sacra Spina della Corona di Gesù Cristo e di una scheggia del legno della Santa Croce.

Il volume che contiene le altre autentiche è stato rilegato agli inizi del Settecento.

Per ciò che concerne il parato liturgico dell’Immacolata Concezione, esso consta di una tonacella, di una pianeta, di due stole, e di una borsa del corporale; esso è cronologicamente inquadrabile nel Settecento.

La Chiesa di San Francesco a Ripa, il fulcro del francescanesimo a Roma (qui infatti si trova la Cella del Santo Patrono d’Italia, che soggiornò a Roma nel 1219), è dunque un vero e proprio forziere di capolavori – secondo la felice definizione di Gianfancesco Solferino, storico dell’arte e conservatore della Chiesa. E’ attraverso opere d’arte e d’artigianato come i parati liturgici, i reliquiari, con le loro reliquie e le relative autentiche, che il messaggio spirituale trapela nitido e con forza.

Il restauro delle opere, sostenuto dalla Confartigianato Imprese Roma – che, nella persona del Presidente Mauro Mannocchi, valorizza l’artigianato antico affinché sia di stimolo alla riqualificazione dell’artigianato romano di qualità -, verte su due canali: il restauro dei beni librari e documentari ed il restauro dei tessuti.

Il restauro dei beni librari e documentari, cioè delle autentiche e del volume settecentesco, è affidato al Dott. Giovanni Pagani, il cui lavoro è mirato non solo a curare l’aspetto chimico fisico della carta dell’autentica, ma anche a studiare la soluzione migliore di conservazione di questa a contatto poi con il reliquiario, dato che carta e metallo hanno esigenze conservative diverse.

Il restauro dei tessuti è effettuato da un’equipe di dottoresse, che ha avuto la possibilità di allestire il laboratorio nella preziosa Cappella di Giorgio De Chirico. Sebbene, nell’economia dello studio storico – artistico di una chiesa, il settore tessile dei paramenti liturgici non sia spesso tenuto in gran considerazione, in realtà, - come spiega efficacemente la restauratrice Nicoletta Vincenzi – esso mostra e dimostra più di altri il rapporto quotidiano con il sacro. A livello artistico – continua-  non bisogna poi dimenticare che anche valenti artisti nel corso dei secoli si sono interessati all’artigianato tessile, come ad esempio Raffaello che avrebbe eseguito i disegni della Pianeta Farnese.

La fine dei lavori è prevista per fine settembre, mentre per il 2 ottobre è prevista l’esposizione delle opere restaurate che rimarranno in mostra fino al 6 ottobre.