I trappisti vogliono tornare a Tibhirine (Algeria)

Nell’abbazia in cui vennero assassinati sette monaci

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LIONE, lunedì, 5 marzo 2007 (ZENIT.org).- I monaci trappisti vogliono tornare in Algeria e stabilirsi di nuovo nel monastero di Nostra Signora dell’Atlante a Tibhirine. Lo ha comunicato in un’intervista il Cardinale Philippe Barbarin, Arcivescovo di Lione (Francia).



Il Cardinale Barbarin aveva compiuto poco prima un pellegrinaggio e una visita amichevole in Algeria in compagnia del responsabile musulmano per il culto della regione Rodano-Alpi, Azzedine Gaci.

I pellegrini cristiani e musulmani hanno anche visitato la tomba dei sette monaci trappisti, sequestrati e assassinati da terroristi islamici nel 1996.

L’Arcivescovo di Lione ha rivolto un appello a pregare per il ritorno dei trappisti in Algeria. In questi ultimi anni numerosi tentativi per ridar vita all’abbazia sono falliti.

Nel 1998 quattro monaci mostrarono il desiderio di riaprire il monastero, situato a circa cento chilometri dalla capitale Algeri.

Non si è potuta tuttavia stabilire una data precisa. Il Ministro dell’Interno algerino si pronunciò allora contro un ritorno dei monaci per motivi di sicurezza.

I quattro monaci, un algerino, un francese, uno spagnolo e un polacco, sono rimasti ad Algeri per prepararsi al loro nuovo compito imparando l’arabo e il francese.

La Chiesa cattolica in Algeria ha una presenza che vuole essere testimonianza dell’amore di Dio e della solidarietà tra i credenti.

I cattolici sono 23.250. Di questi 136 sono sacerdoti o religiosi e 210 religiose.