I tre principi del giornalista: “La verità, la dignità dell’individuo e il bene comune"

Intervento di monsignor John P. Foley ad un congresso organizzato a Roma

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ROMA, venerdì 26 marzo 2004 (ZENIT.org).- Cercare sempre la verità, accrescere la dignità dell’individuo e lavorare sodo per il bene comune. Questi, insieme alla testimonianza personale, sono i principi basilari che devono guidare ogni giornalista.



Così monsignor John Patrick Foley, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, ha descritto quali sono i principi che guidano il magistero della Chiesa nell’educazione dei comunicatori.

Intervenendo il 26 marzo al congresso "Vita consacrata e cultura della comunicazione", organizzato dall'Ateneo Pontificio “Regina Apostolorum” in collaborazione con le Edizioni San Paolo, l’arcivescovo Foley ha precisato che “Tutte le forme della comunicazione sociale evidenziano tre principi base: la priorità della verità; non siamo mai giustificati nel raccontare menzogne”.

“La dignità dell’individuo; la nostra comunicazione dovrebbe accrescere e non sminuire la nostra innata dignità umana” e “il bene comune; la nostra comunicazione dovrebbe contribuire al bene della comunità e non danneggiarlo moralmente o in altro modo”, ha specificato il prelato.

“Questi tre - ha sottolineato Foley - dovrebbero essere i principi dominanti nella vostra vita: la verità, la dignità dell’individuo e il bene comune”. Aggiungendo poi che “se tutti i comunicatori fossero sempre guidati da questi tre principi, il nostro mondo sarebbe un posto più felice”.

Il Presidente del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali ha ricordato quanto la Chiesa fin dalle origini ha prestato attenzione ai mezzi di comunicazione.

“Il punto di partenza è la Bibbia”, ha detto Foley, poi grazie alla stampa si sono diffusi molti libri. Nel campo dei periodici la Chiesa ne conta alcuni tra i più antichi.

Lo stesso arcivescovo Foley è stato direttore del “The Catholic Standard and Times”, quotidiano fondato nel 1832, il quale rappresenta una delle più vecchie pubblicazioni cattoliche al mondo.

“l’Osservatore Romano, - ha rilevato il prelato - è arrivato durante il pontificato di Pio IX, ed è stato provvidenziale nel corso della Seconda Guerra Mondiale, poiché la Chiesa poteva avere una voce libera dalla censura fascista”.

Nel campo del cinema Foley ha rivelato che “la Filmoteca Vaticana conserva uno dei primi documentari prodotto dagli studenti dei fratelli Lumière nel 1896, che riprende Papa Leone XIII nei Giardini Vaticani”.

Il primo documento ufficiale è la lettera enciclica sul cinema, Vigilanti Cura, redatta da Papa Pio XI nel 1936, mentre il secondo documento è Miranda Prorsus, una lettera enciclica sullo stesso tema, pubblicata da Papa Pio XII nel 1957.

Il 12 febbraio del 1931, in una data entrata negli annali di storia, grazie all’aiuto competente di Guglielmo Marconi, Papa Pio XI, fu in grado di rivolgere al mondo il Suo primo radiomessaggio in lingua latina, per l’inaugurazione della Radio Vaticana.

Da allora, la Radio Vaticana ha effettuato ininterrottamente trasmissioni, in un numero sempre crescente di lingue, per più di settanta anni.

In seguito nel 1983, Papa Giovanni Paolo II creò anche un Centro Televisivo Vaticano.

Foley ha concluso affermando che: “la nostra credibilità dipenderà dalla nostra autentica testimonianza alla nostra fede ed all’amore per Gesù Cristo”.