I valori della famiglia per porre solide fondamenta alla casa comune europea

Intervento del Cardinale Vicario di Roma ad un convegno su "La famiglia in Europa"

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ROMA, venerdì, 25 giugno 2004 (ZENIT.org).- Nell’aula magna del Cnr a Roma, il cardinale Camillo Ruini ha chiamato a rilanciare i valori della famiglia come collante dell’Europa, nell’introdurre i lavori del Simposio europeo dei docenti universitari, dedicato a "La famiglia in Europa", indetto nell’anno intitolato a questo “nucleo naturale e fondamentale della società” dalla assemblea generale delle Nazioni Unite.



Il convegno è stato promosso dall’ufficio per la Pastorale universitaria del Vicariato di Roma, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, con il dicastero del Welfare e con il Cnr, sotto l’Alto patronato del Presidente della Repubblica.

“Dare nuovo vigore alla famiglia, intesa nel suo senso pieno e autentico – ha spiegato il presidente della Cei – significa ricuperare una parte essenziale di quel patrimonio di civiltà che si è formato in Europa attingendo alla linfa del cristianesimo”.

Il vicario di Giovanni Paolo II ha evidenziato la “particolare opportunità e significatività” del taglio continentale dato alla trattazione del tema della famiglia in questi giorni, nei quali è stato appena approvato il Trattato costituzionale dell’Unione Europea, allargata a 25 Paesi.

A sottolineare l’ampio orizzonte del confronto scientifico, che da oggi fino a domenica prosegue presso la Pontificia Università Lateranense, sta la partecipazione di oltre 300 docenti provenienti da 32 Paesi.

Al convegno erano presenti anche il ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri, il governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio, e il vicegerente di Roma, monsignor Luigi Moretti.

Hanno portato i loro saluti anche il governatore del Lazio, Francesco Storace e il vicesindaco di Roma, Mariapia Garavaglia. Ruini ha rimarcato che dando “nuovo vigore alla famiglia, intesa nel suo senso pieno e autentico”, si potrà “così porre anche parziale rimedio alla deprecabile omissione del riferimento alle ‘radici cristiane’ nel preambolo del Trattato costituzionale”.

Infatti rilanciare la cellula primaria della società significa “recuperare una parte essenziale di quel patrimonio di civiltà che si è formato in Europa attingendo alla linfa del cristianesimo”.

Viceversa snaturare la realtà della famiglia vorrebbe dire “una ulteriore e funesta cesura con la propria storia, preparando un futuro di impoverimento umano e di infelicità”.

In alcune dichiarazioni rilasciate questo venerdì ai microfoni di “Radio Vaticana” il cardinal Ruini ha ancora ha poi abbozzato un’immagine della famiglia dell’Europa di oggi, definendola “controversa”, poichè ha chiarito, nonostante essa sia “la base della vita sociale”, “ci sono potenti forze culturali che vorrebbero disintegrarla” e “che vorrebbero disintegrare la sua specificità”.

In questo quadro, aveva spiegato nel suo intervento durante il convegno, è quanto mai importante che le tematiche della famiglia ritornino a occupare “uno spazio di grande rilievo” nella ricerca scientifica. Il porporato ha perciò auspicato che il simposio dia luogo a un “collegamento stabile” fra i centri universitari.

Il Commissario del Cnr Adriano De Maio, nel sottolineare il ruolo della famiglia come fondamento imprescidibile del senso di appartenenza alla comunità ha ricordato come il Consiglio abbia scelto il tema dell’identità culturale come uno dei grandi temi unificanti di ricerca.

È perciò significativo, ha notato Cesare Mirabelli, che i lavori siano iniziati proprio al Cnr.

Il presidente emerito della Corte Costituzionale, in qualità di coordinatore del comitato organizzatore, ha preso la parola all’inizio del simposio insieme a monsignor Enzo Leuzzi, responsabile dell’ufficio per la pastorale universitaria del Vicariato di Roma, che ha promosso il convegno.

“Il seminario – ha affermato Mirabelli – intende rispondere a una sfida culturale e aprire nuove prospettive di ricerca sui problemi e sul ruolo della famiglia nella società contemporanea, nella persuasione che l’Europa si costruisce non solo nelle sue istituzioni, ma anche nella vita della comunità, che manifesta le radici della storia e la cultura dei popoli europei”.