I vescovi europei indicano nella solidarietà la vocazione dell’UE ampliata

Al termine dell’Assemblea Plenaria della COMECE a Santiago de Compostela

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SANTIAGO DE COMPOSTELA, martedì 27 aprile 2004 (ZENIT.org).- Alla vigilia dell’ingresso di dieci nuovi Stati nell’Unione Europea, i vescovi della COMECE (Commissione delle Conferenze Episcopali dell’Unione Europea) hanno adottato sabato un documento in cui sottolineano la necessità di una più ampia solidarietà in una nuova UE che sarà caratterizzata da maggiori disparità sociali ed economiche.



Con il titolo “La solidarietà è l’anima dell’Unione Europea”, la dichiarazione sottolinea che i prossimi negoziati sul budget dell’Unione, che entrerà in vigore nel 2007, dovrebbero realizzarsi alla luce di questo spirito.

I prelati affermano anche che la maggiore solidarietà all’interno dell’UE non dovrebbe comunque portare ad una riduzione dell’impegno dell’Unione a favore dei più poveri del mondo.

Il documento “La solidarietà è l’anima dell’Unione Europea” – che verrà reso disponibile dal Segretariato della COMECE giovedì prossimo – arriva al termine di una serie di iniziative organizzate dai vescovi dell’UE per sottolineare questo nuovo passo nell’unità dell’Europa.

A fare il proprio ingresso nell’Unione Europea il 1° maggio prossimo, infatti, saranno: Slovacchia, Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, le tre repubbliche baltiche – Lituania, Lettonia ed Estonia -, la repubblica ex yugoslava della Slovenia, la piccola isola mediterranea di Malta e la parte greco-cipriota di Cipro, che con il 76% dei suffragi nel referendum del 24 aprile scorso, ha respinto il piano, proposto dal Segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, per la riunificazione dell'isola occupata militarmente dalla Turchia nell’estate del 1974.

Le iniziative della COMECE hanno avuto inizio con un pellegrinaggio – “Sul cammino della speranza” – che ha avuto luogo dal 17 al 21 aprile e al quale hanno partecipato 300 membri provenienti da 25 Paesi europei (compresi 40 vescovi, sacerdoti, religiosi e laici) a Santiago de Compostela, che Giovanni Paolo II ha descritto come “la capitale spirituale d’Europa”.

In seguito, più di un centinaio di persone di tutta Europa si sono date appuntamento per un Congresso tenutosi dal 21 al 23 aprile sul documento “Apriamo i nostri cuori – La responsabilità dei Cattolici e il progetto dell’Unione Europea” lanciato dalla COMECE nel giugno del 2003.

Il Congresso ha concluso che è necessario approfondire l’impegno nei confronti della solidarietà, sia in Europa che in altre zone del mondo, e nei confronti dell’ecumenismo, quale contenuto nel documento.

Secondo un comunicato della COMECE, alla luce delle conclusioni del Congresso e del processo di consultazioni precedente, il testo sarà rielaborato dai prelati con l’aiuto di un gruppo di esperti laici e religiosi, con l’obiettivo di adottarlo definitivamente in occasione della prossima Assemblea Plenaria da tenersi nei giorni fra il 18 e il 19 novembre prossimi.

La COMECE ha anche scelto la città spagnola per celebrare, venerdì e sabato scorsi, la sua Assemblea Plenaria di primavera, alla quale hanno partecipato per la prima volta come membri a pieno titolo i vescovi degli Stati che entreranno nell’UE il 1° maggio.

Nel contesto dell’incontro, i prelati hanno inviato a Giovanni Paolo II una lettera per ringraziarlo per il suo impegno a favore dell’unità dell’Europa nell’arco del suo pontificato (cfr. ZENIT, Servizio Giornaliero, 26 aprile 2004).

I vescovi hanno poi ribadito di essere convinti del fatto che un riferimento al Cristianesimo nel preambolo della futura Costituzione dell’UE costituirebbe un riconoscimento appropriato dell’eredità spirituale e religiosa dell’Europa.

Hanno anche dibattuto su una dichiarazione in vista delle elezioni del Parlamento Europeo, del 10-13 giugno 2004. Il testo sarà pubblicato agli inizi del mese prossimo.