I Vescovi francesi in visita "ad limina" dal Papa

Intervista al card. André Vingt-Trois, presidente della Conferenza Episcopale Francese

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ROMA, martedì, 18 settembre 2012 (ZENIT.org) - Dal 20 al 29 settembre saranno a Roma i Vescovi Francesi delle provincie di Rouen, Rennes, Poitiers, Tours e Bordeaux. Si tratta del primo gruppo di Prelati d’oltralpe in visita ad limina dal Pontefice Benedetto XVI.

Il secondo gruppo, comprendente le province Lille, Reims, Parigi, Besançon, Digione con le diocesi di Strasburgo e Metz, l’Ordinariato militare e gli ordinari delle Chiese orientali in Francia, sarà ricevuto dal 12 al 22 novembre 2012.

Il terzo gruppo, infine, comprendente le province di Clermont, Lione, Marsiglia, Montpellier e Tolosa, sarà ricevuto dal 23 novembre al 3 dicembre 2012.

Nonostante un avanzato processo di secolarizzazione, è cattolico in Francia il 75% della popolazione (47.132.000 circa). I Musulmani sono l’8% (circa 5 milioni), i Protestanti Luterano-Riformati e Evangelici il 2,5% (circa 1,6 milioni), gli ebrei l’1% (625.000) Ortodossi lo 0,7% (4-500mila).

Molti i problemi per le religioni in Francia.

Per cercare di capire quali sono i temi che i vescovi Francesi discuteranno con il Pontefice Benedetto XVI riportiamo un intervista al cardinale André Vingt-Trois, presidente della Conferenza Episcopale Francese.

Cosa si aspettano i vescovi francesi da questa visita ?

Card. André Vingt-Trois: La visita ad limina è un pellegrinaggio: andiamo in pellegrinaggio alla Tomba degli Apostoli.  Per i vescovi è un momento comunitario e di incontro con il Santo Padre e con i suoi collaboratori. Ci aspettiamo molto da questo incontro con i collaboratori del Papa, evidentemente.

Quali sono invece le principali sfide pastorali “interne” della Chiesa francese?

Card. André Vingt-Trois: La sfida principale è quella della missione della Chiesa, di annunciare il Vangelo nella nostra società secolarizzata e quindi di stimolare lo spirito missionario dei cristiani perché contribuiscano generosamente alla nuova evangelizzazione e annuncino il Vangelo nel mondo che li circonda.

E come sta affrontando in questi anni queste sfide: dal declino della pratica religiosa dei cattolici, al calo delle vocazioni  e all’invecchiamento del clero?

Card. André Vingt-Trois: Il calo della vocazioni è ormai un problema vecchio. Cerchiamo di aggiornare costantemente la nostra azione pastorale tra i giovani, ma evidentemente dobbiamo anche rivedere l’organizzazione delle strutture parrocchiali che sono nate in una società rurale in cui la popolazione viveva attorno a un campanile, una realtà completamente diversa da quella attuale. Abbiamo quindi cercato di creare nuovi centri di vita cristiana che attirino le persone.

Come si pongono i vescovi francesi rispetto alle sfide della società e al dibattito politico?

Card. André Vingt-Trois: Seguiamo molto da vicino quanto accade. Siamo in dialogo costante con i leader politici e della società civile. Soprattutto, chiamiamo i cristiani alle proprie responsabilità nei diversi settori della vita pubblica,  sia a livello politico  che a livello sociale. Devono intervenire ed essere presenti per portare una convinta  testimonianza del Vangelo e il messaggio di Cristo nell’attuale contesto sociale.

Come celebrerà la Chiesa francese il 50° anniversario dell’inizio del Concilio Vaticano II?

Card. André Vingt-Trois: Abbiamo già cominciato. Il 24 e 25 marzo scorso, in vista dell’Anno della Fede, abbiamo invitato tutte le diocesi francesi a partecipare a un incontro nazionale a Lourdes al quale sono intervenuti più di 2000 delegati diocesani e nel mese di ottobre ogni diocesi organizzerà nella propria regione varie iniziative e manifestazioni per l’apertura di questo Anno speciale. Inoltre,  si stanno organizzando numerosi pellegrinaggi a Roma e abbiamo preparato anche sussidi pastorali.

Quale “impatto” avrà l’Anno della Fede in Francia?

Card. André Vingt-Trois: Speriamo innanzitutto che sarà un tempo di grazia in cui i cristiani possano prendere coscienza  della loro appartenenza alla comunione della Chiesa e un’occasione anche per riscoprire la forza della professione di fede battesimale in modo che il loro attaccamento a Cristo diventi più visibile nella loro vita.

Cosa ci può dire sui rapporti con le altre comunità religiose e in particolare con i musulmani?

Card. André Vingt-Trois: La questione è complessa, perché abbiamo ottimi rapporti con i leader delle diverse comunità religiose (buddiste, musulmane, ebraiche, protestanti o ortodossi) con i quali abbiamo incontri regolari e riusciamo a dialogare su questioni importanti. Le difficoltà ci sono più a livello di vita quotidiana, nel confronto tra i diversi modi di esprimere la fede. Alcuni gruppi di musulmani, ma anche certi gruppi cattolici e alcune frange del giudaismo, tendono a esprimere la loro fede in modo più aggressivo che rispettoso. Quindi cerchiamo di aiutare queste persone a riflettere su un aspetto fondamentale della libertà di coscienza e religiosa che è quello di proporre la fede e non di imporla con la forza.

[L’intervista in francese realizzata da Olivier Tosseri della Redazione Francese – *Audio su Netia sotto Francese-Info; Traduzione di L. Zengarini]