I Vescovi irlandesi chiedono perdono per gli abusi sui minori

Esortano a provvedere al più presto ai risarcimenti

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ROMA, giovedì, 28 maggio 2009 (ZENIT.org).- “Ci scusiamo con coloro che sono stati così crudelmente vittime di violenze durante la loro infanzia mentre erano ospiti nelle scuole e nelle case di accoglienza cattoliche. Questo abuso è ancora più grave in quanto è stato perpetrato da chi è chiamato a prendersi cura in nome di Gesù Cristo”.

E' quanto si legge in un comunicato emesso al termine di una riunione del Consiglio permanente dei Vescovi irlandesi a Maynooth, in riferimento al Rapporto di una commissione governativa d'inchiesta sugli abusi subiti in Irlanda da migliaia di minorenni negli istituti gestiti da vari ordini religiosi (cfr. ZENIT, 21 maggio 2009).

La questione sarà al centro dei dibattiti della prossima assemblea generale della Conferenza episcopale irlandese, in programma a giugno.

“Nessuna risposta a questa relazione di così vasta portata può essere confinata a una singola dichiarazione – osservano i presuli –. Per affrontare adeguatamente tale fallimento e salvaguardare i bambini di oggi tutta la Chiesa ha bisogno di analizzare come e perché sia stato possibile lo svilupparsi di un simile ambiente, tale da diventare endemico”.

“Lavoreremo a stretto contatto con gli istituti e le congregazioni per affrontare le necessità delle vittime e per il loro processo di guarigione”, aggiungono.

Allo stesso modo, i Vescovi irlandesi dichiarano di voler “promuovere un clima sicuro, efficace e responsabile per i minori in collaborazione con l'Ufficio nazionale per la salvaguardia dei bambini e con tutte le agenzie preposte”.

Nel 2002 è stato concluso un accordo con il Governo irlandese ponendo un tetto ai contributi degli ordini religiosi al fondo dedicato alle vittime degli abusi: 128 milioni di euro. In realtà, si calcola che i risarcimenti ammontino a più di un miliardo di euro, quasi interamente versato dallo Stato a circa 12.500 delle oltre 14.500 vittime. I compensi variano tra i 65.000 e i 300.000 euro a seconda della gravità dei casi.

L'Arcivescovo di Dublino, Diarmuid Martin, ha definito al quotidiano Irish Times “scioccante” il fatto che a sette anni dall'accordo, adducendo problemi legali, i 18 ordini religiosi coinvolti nello scandalo non abbiano ancora onorato la propria parte.

“Non potete lasciare le cose come stanno – ha constatato –. Ci sono molte maniere per dare sostegno finanziario ai superstiti e alle loro famiglie, in modo da redimere la vostra immagine di educatori dei poveri”.

Dopo il suo appello, l'ordine irlandese dei Fratelli Cristiani ha accettato di rivedere i risarcimenti.