I Vescovi nigeriani promuovono la democrazia

Esortano i cittadini a resistere alle frodi elettorali

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LAGOS, lunedì, 30 aprile (ZENIT.org).- I Nigeriani hanno subito abusi, sono stati traumatizzati e brutalizzati mentre esercitavano il loro diritto di voto durante le recenti elezioni statali e nazionali, sostiene la Conferenza Episcopale del Paese.



L’Arcivescovo Felix Alaba Job di Ibadan lo ha affermato nel corso di una conferenza stampa martedì, riportando quanto osservato dall'ufficio per la Giustizia, lo Sviluppo e la Pace (JDPC) della Conferenza Episcopale Nigeriana.

L’unità ha mobilitato 30.000 giovani per monitorare le elezioni, svoltesi il 14 e il 21 aprile. Il primo voto ha deciso l’assemblea governativa e statale, mentre il secondo ha stabilito il voto presidenziale e dell’assemblea nazionale.

“I rapporti dei nostri osservatori indicano che abbiamo fallito ancora una volta nel raggiungere una transizione di successo in modo democratico attraverso il potere delle urne da un’amministrazione civile all’altra”, ha affermato l’Arcivescovo Job, che è anche Presidente della Conferenza Episcopale.

“Le estese proteste, gli incendi dolosi, la violenza e la distruzione gratuita di vite e proprietà che hanno accompagnato la rivelazione dei risultati delle elezioni governative e statali hanno mostrato che i risultati annunciati non riflettevano il voto e i desideri della popolazione”, ha dichiarato.

“Ci sono state indicazioni di brogli manifesti e di falsificazione dei risultati elettorali”, ha poi aggiunto.

Le elezioni hanno rivelato “una situazione umiliante in cui gli elettorati sono stati costretti ad approvare un colpo di Stato civile”, ha spiegato il presule. “Questa è una repressione di proporzioni senza precedenti sullo spirito democratico del popolo nigeriano”.

“Bisognerebbe riconoscere che non possiamo più andare avanti nell’inganno di dipingere il nostro Paese come una democrazia”, ha spiegato, quando “solo una manciata dell’élite politica decide il risultato dei processi elettorali”.

I politici stessi “non hanno mostrato un rispetto significativo per la pace e la stabilità del Paese”, ha detto l’Arcivescovo Job.

“In assenza di una forte opposizione, i Nigeriani devono unirsi per resistere a ogni forma di dittatura, dominazione e sovversione in modo costituzionale e degno”, ha continuato.

Per questo, ha rivelato, “la Chiesa porterà avanti la sua campagna per lo sviluppo di una cultura della democrazia e del buon governo nel Paese al fine di assicurare trasparenza e responsabilità”.

“Continueremo a mobilitarci, a sensibilizzare ed educare il popolo sul bisogno di una democrazia pacifica, credibile, libera e giusta”, ha affermato.

“Esortiamo le persone di buona volontà nel Paese a opporsi ai nemici del bene comune nel nostro Paese”, ha poi concluso.