I Vescovi slovacchi contro la persecuzione dei cristiani in Oriente

Chiedono all'UE una “protezione attiva” dei cristiani tormentati

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di Mariana Šarpatakyová


BRATISLAVA, lunedì, 21 febbraio 2011 (ZENIT.org).- La Conferenza Episcopale Slovacca è assolutamente contraria a qualsiasi tipo di persecuzione contro i cristiani nel Vicino e nel Medio Oriente, afferma una dichiarazione dei Vescovi slovacchi di venerdì 18 febbraio.

“Constatiamo con grande preoccupazione che i cristiani sono esposti alla violenza, soprattutto nei Paesi del Vicino e del Medio Oriente. Vogliamo esprimere la nostra vicinanza ai nostri fratelli e alle nostre sorelle che affrontano quotidianamente ogni tipo di ingiustizia per il fatto di professare la loro fede”, dichiarano i Vescovi.

“Siamo consapevoli del fatto che in qualsiasi luogo del mondo è importante difendere la libertà religiosa e la libertà di coscienza”, aggiungono.

La Conferenza Episcopale Slovacca spera che l'Unione Europea si attivi: “Il nostro grande desiderio è che i Ministri degli Esteri degli Stati membri dell'Unione Europea”, “in base alla raccomandazione del Consiglio d'Europa n. 1957/2011 articolo 11, adottino una dichiarazione chiara in cui l'Unione Europea dichiari il suo sostegno a una protezione attiva dei cristiani perseguitati, soprattutto in Iraq”, confessano i presuli.

“Siamo convinti che sarebbe un frutto adeguato del continuo dialogo tra l'Unione Europea e le Chiese, basato sull'articolo 11 del Trattato di Lisbona”, conclude il documento.