Il 19 marzo il Papa firmerà la Lettera ai fedeli irlandesi

Sul tema degli abusi sessuali compiuti da sacerdoti nel Paese

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ROMA, mercoledì, 17 marzo 2010 (ZENIT.org).- Benedetto XVI firmerà venerdì prossimo, 19 marzo, la Lettera pastorale indirizzata ai cattolici dell'Irlanda e riguardante gli abusi sessuali compiuti da sacerdoti nel Paese.

L'annuncio è arrivato questo mercoledì durante i saluti ai pellegini irlandesi presenti all'Udienza generale svoltasi in piazza San Pietro.

“Come sapete – ha detto il Santo Padre – negli ultimi mesi, la Chiesa in Irlanda è stata messa a dura prova dalla crisi degli abusi sui minori”.

“Come segno della mia profonda preoccupazione ho scritto una Lettera pastorale per affrontare questa situazione dolorosa – ha continuato – . La firmerò nella Solennità di San Giuseppe, Custode della Sacra Famiglia e Patrono della Chiesa universale, e la invierò subito dopo”.

“Chiedo che la leggiate voi stessi, con cuore aperto e in uno spirito di fede. La mia speranza è che possa aiutare nel processo di pentimento, di guarigione e rinnovamento”, ha infine concluso.

Il 15 e il 16 febbraio scorsi si è tenuto in Vaticano un incontro che ha riunito i 24 Vescovi diocesani d'Irlanda e la cui finalità era quella di discutere sulle recenti rivelazioni sugli abusi sessuali perpetrati sui minori da parte del clero di questo paese. 

Il Pontefice aveva già incontrato l'11 dicembre 2009 il Cardinale Séan Brady, Arcivescovo di Armagh e presidente della Conferenza Episcopale Irlandese, e l'Arcivescovo Diarmuid Martin di Dublino, in seguito all'uscita del Rapporto Murphy, che riporta i casi di abusi avvenuti nell'Arcidiocesi di Dublino dal 1975 al 2004.

Durante l'incontro in Vaticano, il Papa aveva avuto l'opportunità di esaminare e discutere una bozza della Lettera pastorale, tenendo conto dei commenti dei presuli. Mentre, nell'udienza al termine dei lavori, ha incoraggiato l'episcopato irlandese “a far fronte ai problemi del passato con decisione e determinazione” e “ad affrontare la crisi attuale con onestà e coraggio”.