Il Battesimo non è una "formalità" ma "un atto che tocca in profondità la nostra esistenza"

Durante la prima Udienza Generale dell'anno, papa Francesco inaugura un ciclo di catechesi sui sacramenti

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 590 hits

La prima Udienza Generale del 2014 ha inaugurato un ciclo di catechesi sui Sacramenti. Stamattina in piazza San Pietro, papa Francesco ha parlato del Battesimo, sottolineando che “per una felice coincidenza, domenica prossima ricorre proprio la festa del Battesimo del Signore”.

Primo dei tre sacramenti della “iniziazione cristiana”, il Battesimo “ci innesta come membra vive in Cristo e nella sua Chiesa”: su di esso “si fonda la nostra stessa fede”, ha ricordato il Pontefice.

Il Battesimo, tuttavia, come fa capire anche San Paolo (cfr Rm 6,3-4), “non è una formalità” ma “un atto che tocca in profondità la nostra esistenza”. Che un bambino sia battezzato o che non lo sia, “non è lo stesso!”, ha esclamato il Papa.

Attraverso il battesimo “veniamo immersi in quella sorgente inesauribile di vita che è la morte di Gesù, il più grande atto d’amore di tutta la storia”, grazie al quale “possiamo vivere una vita nuova, non più in balìa del male, del peccato e della morte, ma nella comunione con Dio e con i fratelli”.

Se è vero che, ha osservato il Santo Padre, la maggior parte di noi, essendo stato battezzato a pochi giorni o poche settimane di vita, non ha ricorda la celebrazione del sacramento, il vero rischio è quello di “perdere la coscienza di quello che il Signore ha fatto in noi, del dono che abbiamo ricevuto”.

Il giorno del nostro battesimo, quindi, non va considerato come un evento “del passato” o avvenuto solo “per volontà dei nostri genitori”, bensì come una “realtà attuale della nostra esistenza” che ci permette di rimanere sulla scia di Gesù Cristo e della sua Chiesa “pur con i nostri limiti e le nostre fragilità”, ha aggiunto papa Francesco.

È grazie al Battesimo che, “liberati dal peccato originale”, veniamo “innestati nella relazione di Gesù con Dio Padre”, diventando “portatori di una speranza nuova”, del perdono e dell’amore verso “chi ci offende e ci fa del male” e capaci di “riconoscere negli ultimi e nei poveri il volto del Signore che ci visita e si fa vicino”.

Un ultimo elemento rilevante è rappresentato dal fatto che “nessuno può battezzarsi da sé”: anche chi desidera ricevere il sacramento da adulto, avrà sempre bisogno di qualcuno che glielo conferisca nel nome del Signore, ha sottolineato il Papa.

“Il Battesimo – ha aggiunto - è un dono che viene elargito in un contesto di sollecitudine e di condivisione fraterna”, nella cui celebrazione “possiamo riconoscere i lineamenti più genuini della Chiesa, la quale come una madre continua a generare nuovi figli in Cristo, nella fecondità dello Spirito Santo”.

Al termine della catechesi, Francesco ha esortato: “Chiediamo allora di cuore al Signore di poter sperimentare sempre più, nella vita di ogni giorno, la grazia che abbiamo ricevuto con il Battesimo”.

“Incontrandoci, i nostri fratelli possano incontrare dei veri figli di Dio, veri fratelli e sorelle di Gesù Cristo, veri membri della Chiesa”, ha poi concluso.