“Il buonumore è un buon mezzo per evangelizzare”

Parla Xosé Manuel Carballo, sacerdote e prestigiatore

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SANTIAGO DE COMPOSTELA, lunedì, 17 gennaio 2005 (ZENIT.org-Veritas).- Santiago de Compostela ha accolto questo fine settimana un corso per animatori organizzato dal Coordinamento Diocesano per la Pastorale Giovanile per riflettere sul tema “Umorismo ed Evangelizzazione”.



Il sacerdote e prestigiatore Xosé Manuel Carballo ha affrontato questo tema convinto del fatto che “se l’umorismo è una cosa sana per la persona e stimola l’allegria, la religione è sulla stessa linea d’onda”.

“Preferisco essere chiamato illusionista, perché sono capace di conservare la speranza nonostante le campagne elettorali – ha scherzato in alcune dichiarazioni concesse all’agenzia ‘Veritas’ –.Ogni sacerdote deve essere almeno ‘illusionante’, ovvero deve stimolare l’illusione, non trattando gli altri come illusi, ma alimentando la loro speranza”.

Il sacerdote ha quindi lamentato che “noi che dobbiamo parlare della gioia lo facciamo a volte con una faccia da funerale, presentando un’immagine piena di malumore”.

Carballo ha confessato che “al funerale di un buon umorista galiziano mi sono azzardato a dire che rendono al Vangelo un servizio migliore gli umoristi che alcuni teologi”.

“Non si tratta di raccontare barzellette durante le omelie (anche se come mezzo di comunicazione è gradito da alcuni), ma di non adottare quel tono distante che ha poco a che vedere con l’umorismo”, ha aggiunto.

Secondo Carballo, “nella Bibbia si esprimono la soddisfazione di Dio al vedere la Sua creazione; l’annuncio di ‘una grande gioia’ che gli angeli portano ai pastori; la gioia con cui se ne andavano quanti si erano avvicinati a Gesù con buona volontà”.

“Noi trasmettiamo una Buona Novella, e le buone notizie si danno con un volto adeguato. Il buonumore è un buon mezzo per evangelizzare”, ha affermato.

Questo sacerdote della diocesi di Mondoñedo-Ferrol si occupa di sei parrocchie del mondo rurale e non ha molto tempo per dedicarsi alla “magia”: “Prima di tutto sono un sacerdote, per cui devo essere molto selettivo con le mie attività, ma non dico mai di no quando mi chiedono di esibirmi per gli anziani o per associazioni culturali con poche risorse”.

“Il fatto che sia un sacerdote rende tutto più interessante. Qualche volta mi hanno chiesto di fare dei giochi mentre predico, ma io rispondo sempre che predico quando faccio dei giochi. Anche nel mio modo di agire trasmetto un messaggio e dei valori, e la gente è più ricettiva quanto lo faccio in un certo contesto, perché non se lo aspettano. Quando dico delle cose da dietro l’altare tutti si aspettano che lo faccia”, ha concluso.

Il sacerdote è padrino dell’Associazione “Magica Conde de Valdemar”, che riunisce 28 professionisti, 10 dei quali attualmente in servizio.