"Il calcio recuperi la dimensione della festa"

Ricevendo in udienza i giocatori della Fiorentina e del Napoli, papa Francesco ha auspicato che il fattore economico non prevalga su quello sportivo

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 284 hits

Alla vigilia della finale di Coppa Italia, papa Francesco ha ricevuto in udienza nella Sala del Concistoro, le squadre della Fiorentina e del Napoli, le due finaliste, assieme alle delegazioni della Federcalcio e della Lega Serie A.

Questo incontro “allargato”, ha detto il Papa, esprime una “responsabilità sociale” da parte di calciatori, sul campo e fuori dal campo, e da parte dei dirigenti nazionali e locali, in quanto il calcio, “in Italia, come in Argentina e in altri Paesi, è un fatto sociale”.

Il Santo Padre ha poi raccontato di essere andato “parecchie volte allo stadio” durante la sua gioventù, condividendo “momenti gioiosi” con la sua famiglia. Ha quindi auspicato che “il calcio e ogni altro sport molto popolare recuperi la dimensione della festa”.

Sebbene oggi questo sport si muova “in un grande giro di affari, per la pubblicità, le televisioni […] il fattore economico non deve prevalere su quello sportivo, perché rischia di inquinare tutto, sia a livello internazionale e nazionale sia a livello locale”, ha proseguito il Pontefice.

“E quindi dall’alto bisogna reagire positivamente, restituendo dignità sportiva agli eventi. E in questo voi calciatori avete una grande responsabilità”, ha ribadito il Papa, ricordando ai calciatori l’attenzione e l’ammirazione loro rivolte dai giovani.

“Tenete conto di questo, pensate che il vostro modo di comportarvi ha una risonanza, in bene e in male. Siate sempre veri sportivi!”, ha detto agli atleti presenti all’udienza.

Francesco ha poi ricordato la “forte valenza educativa per la crescita della persona” che lo sport contiene in sé: “crescita personale, nell’armonia di corpo e di spirito, e crescita sociale, nella solidarietà, nella lealtà, nel rispetto. Che il calcio possa sempre sviluppare questa potenzialità!”, ha quindi concluso.