Il card. Rai in visita ai profughi cristiani di Erbil

Il Patriarca maronita è accompagnato da altri capi di Chiese cristiane d'Oriente. Apre inoltre a Hezbollah per affrontare insieme la minaccia dell'Isis in Libano

Roma, (Zenit.org) Redazione | 328 hits

Ospite atteso oggi a Erbil, nel Kurdistan iracheno. Si tratta del card. Béchara Boutros Rai, Patriarca di Antiochia dei Maroniti, che si è recato in Iraq per una visita di un giorno finalizzata a portare solidarietà e vicinanza umana ai cristiani cacciati dalle proprie case dai jihadisti e assiepati ora in accampamenti di fortuna.

Ad accompagnarlo in questa visita lampo, una delegazione di capi delle Chiese cristiane d’Oriente comprendente Gregorio III Laham, Patriarca greco-melchita, Ignatius Joseph III, Patriarca siro-cattolico e Ignatius Aphrem III, Patriarca siro-ortodosso. Sul posto troveranno il patriarca dei caldei Louis Raphael I Sako.

Prevista un’udienza con il presidente della regione del Kurdistan, Massoud Barzani, una visita alla sede dell’arcivescovado caldeo di Erbil, centro polivalente utilizzato anche per l’accoglienza dei cristiani dispersi. Momento saliente della giornata sarà l’incontro con rappresentanti dei profughi. Prima della conferenza stampa di chiusura della visita, il card. Rai dovrebbe incontrare anche il card. Fernando Filoni, inviato dal Papa.

Il timore del Patriarca di Antiochia dei Maroniti è che il fiume di fanatismo omicida che sta devastando parte dell’Iraq e la Siria possa sconfinare in Libano. Per questo oggi, mentre era in visita ad Erbil, nel corso di un’intervista rilasciata alla Nationa News Agency libanese, il card. Rai ha dichiarato di essere disposto ad incontrare il capo di Hezbollah, Sayyed Hasan Nasrallah, per affrontare la minaccia di un arrivo in Libano dei terroristi dell’Isis.

“Un Comitato di dialogo tra Bkerkè (sede del Patriarcato, ndr) e Hezbollah già esiste, e noi siamo pronti a tenere incontri a questo riguardo”. Il richiamo del card. Rai al popolo libanese è quello di “unirsi e assumersi le proprie responsabilità” per affrontare tutti insieme la minaccia rappresentata dall’Isis.