Il Cardinal Bagnasco difende il diritto di esporre il crocifisso

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di Antonio Gaspari



ROMA, mercoledì, 23 giugno 2010 (ZENIT.org).- In una lettera inviata all'avv. Claudio Zucchelli, Consigliere di Stato, Capo del dipartimento Affari Giuridici e Legislativi della Presidenza del Consiglio dei Ministri nonché Presidente dell'associazione Umanesimo cristiano, che ha organizzato la tavola rotonda "Valori e diritto. Il caso del Crocifisso", il Cardinale Angelo Bagnasco ha voluto far pervenire "una particolare espressione di apprezzamento e partecipazione".

La tavola rotonda, che ha avuto il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, si è svolta questo mercoledì a Roma presso il Consiglio Nazionale dei Beni Culturali.

In vista dell'imminente decisione della Corte europea dei diritti dell'uomo circa l'esposizione del crocifisso nei luoghi pubblici, "sembra opportuno richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica sull'importanza che l'esposizione del crocifisso nelle scuole riveste in relazione ai sentimenti religiosi di popolazioni e alle tradizioni delle Nazioni d'Europa", ha sottolineato il presidente della Conferenza Episcopale Italiana.

A questo proposito il porporato, Arcivescovo di Genova, ha fatto riferimento alla Dichiarazione sulla questione dell'esposizione di simboli religiosi cristiani, rilasciata dalla Presidenza della CEI il 16 giugno, in cui viene sottolineato, fra l'altro, come tale esposizione "non si traduce in una impostazione e non ha valore di esclusione; ma esprime una tradizione che tutti conoscono e riconoscono nel suo alto valore spirituale, e come segno di una identità aperta al dialogo con ogni uomo di buona volontà, di sostegno a favore dei bisognosi e dei sofferenti senza distinzione di fede, etnia, nazionalità". (http://www.chiesacattolica.it/cci2009/chiesa_cattolica_italiana/news_e_mediacenter/00013161_Crocifisso_nelle_scuole_pubbliche__la_Presidenza_CEI_approva_dichiarazione.html)

"La laicità - ha sottolineato il Cardinal Bagnasco - non comporta l'esclusione dei simboli religiosi dei luoghi pubblici da scuole, tribunali, ospedali, carceri".

"Al contrario - ha aggiunto -, come ci insegna Papa Benedetto XVI, la ‘sana laicità' comporta che lo Stato non consideri la religione come un semplice sentimento individuale, che si potrebbe confinare nel solo ambito privato, bensì come presenza comunitaria pubblica"

"Non è certo espressione di laicità, ma una sua degenerazione in laicismo, l'ostilità a ogni forma di rilevanza politica e culturale della religione, alla presenza, in particolare, di ogni simbolo religioso nelle istituzioni pubbliche", ha continuato il porporato citando il Papa.

"In quest'ottica - ha concluso il presidente della CEI - riconoscere la legittimità e il valore dell'esposizione del Crocifisso significa garantire il rispetto della libertà religiosa e delle tradizioni dei popoli, in armonia con il principio di sussidiarietà che presiede al rapporto tra Stati e istituzioni europee".