Il Cardinal Bergoglio analizza il rapporto tra la Chiesa e la democrazia argentina

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BUENOS AIRES, martedì, 7 marzo 2006 (ZENIT.org).- L’Arcivescovo di Buenos Aires e Presidente della Conferenza Episcopale Argentina, il Cardinale Jorge Bergoglio, ha presentato questo lunedì il libro “Iglesia y Comunidad Nacional” (“Chiesa e Comunità nazionale”), che raccoglie un centinaio di documenti elaborati dai Vescovi negli ultimi decenni.



“La parola della Chiesa sulle questioni riferite alla dignità umana o alle realtà sociali non è una diagnosi fatta dalle scienze umane. Non è centrata sulle ricerche né sui dati socio-economici o su altri strumenti sicuramente molto utili per sociologi, economisti o politici, ma è una parola profetica sulla realtà pronunciata dal Vangelo, una parola che non pretende di apportare soluzioni tecniche, ma di risvegliare le coscienze sul modo di conseguire il bene comune”, ha spiegato.

Tra i testi inclusi, il porporato argentino ha sottolineato “Iglesia y Comunidad Nacional” (1981), che considera “una pietra miliare”, visto che “allora inizia a nascere il ritorno alla democrazia e con questo luminoso documento i Vescovi accompagnano gli sforzi di politici, sindacalisti, organizzazioni popolari e molti altri attori sociali”.

“E’ stata una parola profetica pronunciata partendo dal Vangelo, che ha accompagnato la marcia della Chiesa e di tutti gli uomini di buona volontà in quell’immenso e complesso compito che è stato il ristabilire la democrazia nella nostra patria”, ha sottolineato il Primate d’Argentina.

Dopo aver reclamato un’“adeguata ermeneutica” per comprendere i documenti ecclesiastici e interpretarli nella “loro totalità globalizzante”, Bergoglio ha avvertito che “non è lecito eliminare paragrafi o frasi isolandoli dal contesto perché – in questo modo – si altera il loro significato e si fa dire al documento ciò che non dice o, peggio ancora, il contrario di quello che dice”.

“La strumentalizzazione di un documento episcopale attraverso questo riduzionismo frammentario snatura il messaggio costruttivo e profetico della Chiesa. Per questo, è necessario avvicinarsi ai messaggi episcopali con un’ermeneutica totalizzante e adeguata”, ha insistito.

Il Cardinal Bergoglio ha spiegato che il testo, di 700 pagine, è diviso in quattro blocchi tematici: “La Chiesa e la costruzione della democrazia e della giustizia sociale”, “La difesa della vita e della famiglia nella democrazia”, “La Chiesa e la difesa dei diritti umani” e “I conflitti internazionali”.

Il porporato ha sottolineato soprattutto la seconda tematica, segnalando che “la costruzione della democrazia e di una convivenza pienamente umana è per la Chiesa inseparabile dalla difesa della vita e della famiglia”.

Su questi argomenti i Vescovi hanno esposto elementi fondamentali per poter stabilire un dialogo chiaro e aperto con il resto della società che permetta, a partire dal Vangelo, di illuminare i temi della dignità della vita umana dal concepimento alla morte naturale, della famiglia, dell’educazione all’amore e molte altre questioni fondamentali nella vita di una società.

Il porporato ha sostenuto che “questo libro è uno sguardo verso un passato recente che vuol essere un apporto per il futuro. E’ proprio del cristiano assumere questa dimensione deuteronomica dell’esistenza: memoria del passato per aprire nuovi spazi a Dio. Assumiamo il cammino percorso e continuiamo ad andare avanti”.

Il Cardinal Bergoglio ha espresso infine il desiderio che “si conosca più e meglio l’apporto che la Chiesa ha da offrire al momento di costruire una convivenza pacifica in cui si rispetti la dignità di ogni cittadino”.

“Desideriamo, quindi, servire la nostra patria offrendo, oltre allo sforzo sempre insufficiente di consolare e aiutare quanti soffrono, quelle riflessioni che sbocciano dalla nostra fede e che riteniamo utili per tutti gli uomini di buona volontà”, ha poi concluso.