Il cardinal Errázuriz: i media non devono essere un nuovo tipo di tribunale

Sono al servizio della verità, ricorda in una conferenza di fronte al Club della Stampa

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SANTIAGO DEL CILE, lunedì, 6 settembre 2004 (ZENIT.org).- La Chiesa chiede ai mass media di “servire la verità” e di astenersi dall’essere “tribunali”, ha affermato il cardinal Francisco Javier Errázuriz, arcivescovo di Santiago e Presidente della Conferenza Episcopale del Cile.



Sono queste le due idee centrali della conferenza tenuta dal porporato in un hotel di Vitacura il 27 agosto di fronte al Club della Stampa dell’Università Cattolica di Santiago del Cile ed intitolata “Mezzi solo di comunicazione sociale?”.

I mezzi di comunicazione “non possono diventare un nuovo tipo di tribunale e di linciamenti popolari”, ha ricordato.

Il cardinale ha poi affermato che ”le istituzioni e le persone – compresi i giudici, i parlamentari, i sindaci e i sacerdoti – devono abituarsi a vivere sotto un riflettore pubblico più intenso, anche se certi riflessi sono dolorosi o mostrano aspetti delle nostre realtà che non conoscevamo”.

Nel corso del suo discorso il porporato ha svolto un’analisi dettagliata delle implicazioni etiche del giornalismo e della Chiesa.

“Per configurare il progetto di selezione, che è parte della linea editoriale, la Chiesa ricorda che la comunicazione sociale mira alla comunione e al progresso della convivenza umana”, ha spiegato.

Il cardinal Errázuriz ha sottolineato anche come “la Chiesa non chieda che il giornalismo si occupi solo delle notizie positive”, ma che si servano la verità e il bene comune.

“La Chiesa non chiede che vengano fissati parametri ideologici, né di evitare comunicazioni conflittuali o di incoraggiare l’idea – per molti decisamente attraente – per cui il giornalismo si debba occupare esclusivamente delle notizie positive”, ha aggiunto.

L’arcivescovo ha quindi spiegato le basi della teologia della comunicazione: “La creazione e ancor di più la rivelazione e la storia del popolo che ha accolto le parole di Dio su di sé e sull’uomo sono una sorprendente comunicazione di Dio con il genere umano”.

Il cardinal Errázuriz, che è anche Presidente del Consiglio Episcopale Latinoamericano (CELAM), ha sottolineato come “la Chiesa stessa, riflettendo sulla propria natura, vada intesa come un sacramento di comunione”.

Il porporato ha ricordato che “la Chiesa ha immediatamente identificato l’importanza e il significato dei mezzi di comunicazione quando sono stati inventati” ed ha citato come esempio “Radio Vaticana” e gli apporti di Giovanni Paolo II alla comunicazione.

Il cardinale ha affermato che “i media sono arrivati a trascendere la semplice azione di vincolo per arrivare a formare una nuova cultura”.

“I mezzi di comunicazione hanno fornito agli uomini molte informazioni, il che è una base fondamentale per il rispetto e l’apprezzamento, ma non si sono sempre caratterizzati per livelli simili di vicinanza e comprensione”, ha poi lamentato.

“Per i Cattolici è un compito appassionante e gratificante come pochi trovare il modo di rendere attraenti i valori del Vangelo, considerando che esprimono la grande verità sulla realtà dell’uomo”, ha continuato.

“In Cile soffierebbe un vento fresco se ogni cittadino potesse sapere, senza distorsioni, qual è la direzione, quali sono i progetti, quale il peso spirituale ed etico dei servitori pubblici del potere e potesse confidare nell’immagine che tutti i media presentano di loro”, ha detto ai giornalisti.

“Una società umana ha bisogno di mezzi di comunicazione che generino trasparenza per evitare l’abuso, la corruzione e l’ingiustizia”, ha proseguito.

Il porporato ha concluso la sua conferenza invitando i giornalisti ad “approfondire questa forma di vedere le cose e ad impegnarsi sempre più nei confronti della dignità delle persone e della verità”.

Il testo completo della conferenza è disponibile su: www.iglesia.cl