Il cardinal Lozano: a Guadalajara la Chiesa riscopre la “meraviglia” davanti all’Eucarestia

Il moderatore del congresso fa un primo bilancio del Simposio Teologico Internazionale

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GUADALAJARA, venerdì, 8 ottobre 2004 (ZENIT.org-El Observador).- Il Simposio Teologico Pastorale terminato questo venerdì in preparazione del Congresso Eucaristico Internazionale ha suscitato lo “stupore” e l’“ammirazione” della Chiesa per l’Eucarestia, ha spiegato il suo moderatore generale.



Il cardinale messicano Javier Lozano Barragán, presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, ha risposto ad alcune domande poste da ZENIT– El Observador sui temi su cui si sono confrontati i mille teologi del mondo riuniti a Guadalajara durante questi tre giorni e che parteciperanno anche al Congresso Eucaristico, che inizierà questa domenica.

Qual è l’obiettivo di questo Simposio e del Congresso Eucaristico?

Cardinale Lozano Barragán: Questo simposio ha voluto analizzare la fede del popolo di Dio, ciò che significa la Chiesa, cosa vuol dire essere Cristiani oggi. Tutto quello che stiamo facendo, con questo gruppo di teologi, è porre la loro intelligenza, il loro pensiero al servizio della fede nella nostra realtà attuale, della fede nell’Eucarestia che riassume tutti i modi di essere Cristiani.

Qual è stata la metodologia?

Cardinale Lozano Barragán: Siamo partiti dalla constatazione di come si vive l’Eucarestia nei cinque continenti. Poi abbiamo preso come base l’Enciclica del Papa che afferma che la Chiesa nasce dall’Eucarestia con sei temi: la fede, l’edificazione della Chiesa, l’apostolicità, la comunione, il decoro nella celebrazione e la Vergine Maria.

Noi conferenzieri e teologi abbiamo cercato di approfondire questo Mistero. Non siamo venuti a perdere tempo: c’è bisogno di riflessione perché la Chiesa progredisca nel mondo, perché si veda che Cristo è presente nel mondo nell’anno 2004, nel Terzo Millennio ed oltre.

L’Eucarestia può essere un punto di partenza di questa nuova proiezione della Chiesa?

Cardinale Lozano Barragán: La sfida è vedere come la Santissima Trinità, come l’Incarnazione del Verbo Cristo Nostro Signore, la Sua morte e la Sua resurrezione siano presenti nell’evento eucaristico e come un pezzo di pane ed un po’ di vino, cose poco apparenti e poverissime, possano nascondere un mistero insondabile. E’ in questo il significato concreto della Chiesa nel mondo, dai suoi esordi fino alla fine dei tempi.

Si tratta di tornare a generare lo stupore, l’ammirazione che provocava l’Eucarestia alle origini della Chiesa?

Cardinale Lozano Barragán: Questo simposio è una meraviglia. E’ un caleidoscopio in cui ci rendiamo conto, in vari modi, di quanto sia sublime ciò che pensiamo e crediamo in quanto Cattolici, che non è una cosa da sacrestia o per gente “pietosa” o “mistica”… L’Eucarestia è la piena realizzazione dell’uomo in e per la comunità.

Esiste un comune denominatore sugli aspetti negativi del modo di vivere la fede nell’Eucarestia nei cinque continenti?

Cardinale Lozano Barragán: Sì, credo che la minaccia nei confronti della fede cattolica nel mondo sia doppia. Da un lato il secolarismo e dall’altro il fondamentalismo. Per secolarismo intendo la globalizzazione anche dell’economia; per fondamentalismo la struttura di funzionamento delle sette, che consiste nel negare l’apostolicità della Chiesa e lo svuotamento del senso divino dei sacramenti.