Il Cardinal Martino chiede spunti per presentare il Compendio della Dottrina Sociale ai politici

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ARANJUEZ (MADRID), domenica, 10 luglio 2005 (ZENIT.org).- Il corso estivo organizzato ad Aranjuez presso l’Università Juan Carlos I ha avuto come fiore all’occhiello finale la presenza del presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, che presentando ai presenti il Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa ha chiesto iniziative per esporne il contenuto ai politici.



Per il Cardinale Renato R. Martino il Compendio, redatto recentemente dall’organismo vaticano che presiede, è “uno strumento per i complessi avvenimenti del nostro tempo” ed “una guida per guardare al futuro con fiducia e speranza”.

Il porporato italiano sostiene che “aiuta a comprendere l’appartenenza ad un soggetto comunitario, a tutta la comunità ecclesiale, ed è parte integrante dell’evangelizzazione”.

Per questo, ha constatato la necessità di “istruire e sensibilizzare la gente”, perché “l’insegnamento della Dottrina Sociale della Chiesa spetta alla responsabilità dei cattolici di ogni Paese”. In particolare, ha suggerito che “bisognerebbe pensare a qualche iniziativa per farlo conoscere ai politici”.

Durante il suo intervento, il prelato ha avuto parole di ringraziamento per Giovanni Paolo II, che “ci ha presentato l’essenza del cristianesimo”.

“Come Giovanni Paolo II ha saputo trasmettere la ricchezza umana della fede cristiana, il Compendio mostra l’alimento di questa fede”, ha affermato monsignor Martino sottolineando l’intima relazione del Compendio con la vita della Chiesa e con la proposta cristiana: seguire Cristo.

Il prelato ha infine insistito sulla necessità che la Dottrina arrivi a tutti: “è necessaria un’agevolazione perché sia accessibile alla gente più semplice”, ha detto illustrando diverse iniziative in alcuni Paesi latinoamericani in cui ha potuto constatare in prima persona come le comunità “sperassero in una cosa simile”.