Il Cardinal Ruini invita a non odiare, ma nemmeno a fuggire di fronte al terrorismo

| 179 hits

ROMA, domenica 28 marzo 2004 (ZENIT.org).- “Non bisogna odiare, ma nemmeno fuggire. Credo che occorra rimanere a Nassiriya con un atteggiamento costruttivo, aiutando gli iracheni a combattere l’eversione che colpisce il loro Paese”.



Lo ha detto il cardinale Camillo Ruini, vicario della Diocesi di Roma e Presidente della Conferenza Episcopale italiana (CEI) in una intervista rilasciata al quotidiano del "Corriere della Sera" (28 marzo 2004), nella quale ha esortato anche ad “evitare iniziative che allarghino il fossato fra l’Occidente e il mondo islamico. Altrimenti si rischia di far vincere la logica del terrorismo”.

Diversi gli argomenti affrontati dal porporato: l’identità dell’Occidente, i rapporti tra Stati Uniti ed Europa, la crisi demografica dell’Italia, la differenza tra patriottismo e nazionalismo.

Circa il fenomeno delle “culle vuote” Ruini ha spiegato che ci sono problemi di politica economica come il carico fiscale che grava sulle famiglie numerose, l’organizzazione del lavoro femminile che va conciliato con la maternità, le abitazioni, gli asili nido, “ma questa è soltanto la metà del problema”, l’altra è legata a “fattori culturali e intimi che hanno un ruolo decisivo”.

“Se è vero che mettere al mondo figli richiede capacità di nutrire fiducia nel domani, è altrettanto vero che i figli sono suscitatori di energie e di voglia di futuro”, per questo motivo ha affermato Ruini: “Ha grande importanza il modello di famiglia che si propone; e se quel modello prevede o no di avere figli”.

Circa la definizione di un cattolicesimo patriottico, il Vicario di Roma ha precisato che parole come patria e nazione hanno “un significato positivo: quello di una comunità storica, sociale, culturale che si riconosce su un’identità e sa amarla. E’ qualcosa di diverso dal nazionalismo vissuto in contrapposizione agli altri”.

”Nessun cattolico ormai avverte in modo problematico il rapporto con la Patria - ha aggiunto il cardinale – L’identità italiana non si risolve nel cattolicesimo, ma il cattolicesimo ne è grande parte”.

In merito all’identità dell’Occidente il Vicario di Roma ha poi specificato: “Considero la storia dell'Occidente anche come storia della libertà (...) unita dalle radici culturale cristiane”.

Sui pericoli che corre l’Occidente il presidente della CEI ha indicato quello di “non avere abbastanza coscienza di sè”. “Non può rendere equivalenti - ha precisato Ruini - i suoi valori portanti , la dignità della persona , la libertà, la fraternità alla negazione di questi valori. Altrimenti rischia di perdere le proprie radici”.

“Il relativismo culturale è sempre un grande pericolo”, ha sottolineato sempre il porporato.

Sui rapporti tra Stati Uniti ed Europa, il cardinal Ruini ha affermato che: “Esiste una profonda affinità delle matrici culturale e una chiara complementarietà”. “Per noi – ha concluso Ruini – gli Stati Uniti sono un fattore essenziale per la rilevanza complessiva dell’Occidente. Dobbiamo esserne consapevoli”.