Il Cardinal Sandri: maroniti, siate protagonisti della risurrezione del Libano

A conclusione dei 300 anni della presenza a Roma dell’Ordine Maronita

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Di Robert Cheaib

ROMA, lunedì, 21 gennaio 2008 (ZENIT.org).- “Rimanete fedeli al Santo Padre quale perenne vanto della Chiesa maronita; aiutate il cammino delle Chiese orientali ad essere al servizio dell’unità dei cristiani”, ha detto domenica il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientale.

L'invito rivolto dal porporato ai religiosi dell’Ordine Maronita della Beata Vergine Maria è risuonato nella Basilica Papale di Santa Maria Maggiore a Roma.

Il presule ha infatti presieduto la concelebrazione eucaristica in occasione della chiusura del terzo centenario della presenza a Roma dell’Ordine Maronita Mariamita, accompagnato dal Cardinale Bernard Francis Law, Arciprete della Basilica di Santa Maria Maggiore, e dal Superiore Generale dell’Ordine, l’Abate Semaan Abou Abdo.

All’inizio della celebrazione, l’Abate Abou Abdo ha rivolto una parola di benvenuto e di ringraziamento al nuovo Cardinale Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, nonché al Prefetto emerito, il Cardinale Moussa Daoud, all’ambasciatore del Libano presso la Santa Sede, il signor Naji Abi Assi, e all’ambasciatore presso il Quirinale, il signor Melhem Mistou.

Successivamente, ha rivolto il pensiero alla situazione in Libano dicendo: “Celebriamo il sacrificio eucaristico mentre il nostro Paese, il Libano, soccombe sotto il peso delle difficoltà economiche, politiche e sociali”.

L’Abate ha quindi invitato l’assemblea a pregare il Signore affinché illumini le menti dei responsabili politici ed ha auspicato l'elezione di un nuovo Presidente capace di mettere in risalto “la specificità del Libano come simbolo di convivenza tra le religioni e le culture diverse”.

Infine, dopo aver rivolto un “sentito ringraziamento ai responsabili dello Stato italiano e agli amici che facilitano l’esistenza dell’Ordine in Italia”, ha elevato una lode al Signore, “che è l’unico capace di dare significato alla nostra vita, e colui che rimarrà con noi fino alla fine dei tempi”.

Nella sua omelia il Cardinale Leonardo Sandri si è soffermato sul senso di ringraziamento che deve riempire questa celebrazione giubilare per le grandi cose che il Signore ha fatto per l’Ordine Maronita Mariamita.

Il porporato ha quindi auspicando che sia “Maria stessa a porre sulle labbra e nei cuori il canto della lode a Dio”.

“Insieme alla famiglia mariamita qui raccolta col suo Padre Generale, eleviamo a Dio il cantico di Maria: l’anima mia, l’anima di tutto l’Ordine e di tutta la Chiesa magnifica il Signore”, ha detto.

Il Cardinale ha ringraziato inoltre l’Ordine per il servizio che svolge in tutti i luoghi dove è presente: Libano, Italia, Stati Uniti, Argentina, Paraguay ed Egitto.

Parlando del carisma della spiritualità mariamita, il Presule ha detto: “La vostra vita comunitaria nell’amore per il Cristo obbediente, casto e povero è continuamente fecondato dall’incontro con Maria”; “quale dono potevate donare alla Chiesa se non questa vostra fedeltà alla vita religiosa, alla vita sulle orme del Signore?”.

In seguito, il porporato ha esortato i religiosi a rafforzare la contemplazione che deve tenere il primato nella vita religiosa: “La vostra patrona vi chiede prima di tutto la contemplazione. Abitate sempre, almeno con il cuore, nel tempio del Signore. Siate come Maria intenti a custodire la parola del suo Figlio Gesù”.

“Dalla contemplazione scaturirà il giusto cammino – ha continuato –, quello della carità, che non distoglie dalla contemplazione, ma la approfondisce”.

“Dal giusto cammino – ha spiegato inoltre – sgorga il grazie, il Magnificat, quale testimonianza dell’amore di Dio al mondo”.

Maria è, infatti, da imitare come “assoluto modello di quella contemplazione” nella quale soltanto crescono la vita consacrata e la vita evangelica.

Parlando poi della situazione libanese li ha incitati a svolgere un ruolo attivo nella risurrezione del Paese.

“Sostenete il cammino del vostro caro Paese, il Libano”, per il quale “risuonano le parole di Cristo a Lazzaro: ‘Lazzaro vieni fuori dal sepolcro’; Libano vieni fuori da questa situazione”, “e poi alzati e cammina come perno di pace e vita cristiana nel Medio Oriente”, ha detto il Cardinale.

Non è mancato poi un augurio per la pace in Medio Oriente: “La preghiera per la pace attraverso le mani di Maria si estende dal Libano alla terra del Signore, all’Iraq e a tutta la regione quale seme di pace. La Theotokos interceda per la pace per il Libano e per tutta la terra”.

“Preghiamo che i maroniti siano anche loro protagonisti di questa risurrezione del Libano”, ha concluso.

La concelebrazione eucaristica è stata seguita da un recital del NDU Choir, il Coro della Notre Dame University in Libano, dal titolo “Gloria al Giusto”.

Il Coro è stato fondato nell’anno 1993 da padre Khalil Rahme O.M.M. ed è diretto dallo stesso. È composto in parte da professionisti, come la cantante di opera libanese Aida Tomb (Ronza), e da studenti della scuola di musica della stessa Notre Dame University.

Il Coro di NDU ha vinto la medaglia d’oro, e il primo premio per la categoria Adulti, nella terza competizione internazionale per cori che ha avuto luogo a Laval, in Quebec, nel 2007.