Il Cardinale di Città del Messico chiede ai media di non fare dei narcotrafficanti degli eroi

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CITTA’ DEL MESSICO, lunedì, 14 febbraio 2005 (ZENIT.org-El Observador).- Il cardinale ed arcivescovo primate di Città del Messico, Norberto Rivera Carrera, ha rivolto un appello ai mezzi di comunicazione affinché smettano di trasformare in eroi quanti si dedicano al narcotraffico e di associare il consumo di droghe ad un fatto socialmente accettato e ben visto tra i giovani.



In una conferenza stampa tenuta al termine della Messa domenicale nella cattedrale metropolitana di Città del Messico, il cardinal Rivera Carrera ha sottolineato che nella questione dell’aumento del consumo di droghe (il Messico ha smesso di essere un Paese “esportatore” per diventare anche un Paese consumatore di droga) ci sono diversi livelli di responsabilità.

“Sicuramente – ha detto – i primi responsabili sono i genitori. Purtroppo, però, molte volte parliamo di famiglie distrutte. Ha una responsabilità anche la scuola. Ha una responsabilità la Chiesa; ha una grande responsabilità il Governo. E un’enorme responsabilità l’hanno i mezzi di comunicazione, perché a volte presentano queste immagini, queste figure come molto attraenti, molto liberatrici, come qualcosa che i giovani devono seguire”.

Quanto al tema della presunta penetrazione del narcotraffico all’interno del Governo di Vicente Fox e alla guerra che questo ha dichiarato ai narcotrafficanti, il cardinal Rivera Carrera ha negato che ci sia un rapporto con la successione presidenziale del prossimo anno in Messico.

Senza ignorare che c’è una persona nell’entourage del presidente segnalata come infiltrato del cartello di Ciudad Juárez (il coordinatore logistico dei viaggi presidenziali) e che questo è grave, il cardinal Rivera Carrera ha affermato che “non è una cosa che caratterizza un Governo, perché accade assolutamente in tutti i Governi, in ogni parte del mondo. E, grazie a Dio, il Governo attuale ha gente responsabile che ha saputo scoprirlo e porvi rimedio”.

Per quanto riguarda i “modelli” di delinquenza presentati dalla televisione messicana, il porporato ha sottolineato che “a volte i delinquenti vengono presentati come se fossero grandi eroi”.

Questo attira l’attenzione dei giovani “e abbiamo visto, purtroppo, alcuni di questi defraudatori, alcuni di questi delinquenti, ai quali si chiede addirittura l’autografo; vengono presentati come se fossero nuovi eroi di una nuova civiltà”, ha concluso.