Il Cardinale Dziwisz riceve il “Premio Roma” per il libro "Una vita con Karol"

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ROMA, mercoledì, 11 luglio 2007 (ZENIT.org).-Martedì sera, nella splendida cornice del Teatro Romano di Ostia Antica, il Cardinale Stanisław Dziwisz, attuale Arcivescovo di Cracovia e per tanti anni al fianco di Giovanni Paolo II, ha ricevuto il prestigioso “Premio Roma” per il suo libro Una vita con Karol. Conversazione con Gian Franco Svidercoschi (Rizzoli).



La manifestazione culturale, promossa dall'Associazione “Ostia Cultura Onlus” e giunta alla sua VIII edizione, è stata presentata da Paola Saluzzi.

Per la proclamazione e premiazione dei vincitori, sono stati chiamati sul palco grandi nomi della letteratura italiana e stranieria, di fronte ad un pubblico di oltre 4.000 spettatori ed alla presenza di personalità del mondo della cultura, dell’editoria, del giornalismo, della politica e dello spettacolo.

La serata è stata introdotta dal Concerto della Banda Musicale dell'Arma dei Carabinieri, diretta dal M° Vice Direttore Cap. Massimiliano Ciafrei. Successivamente, Carlo Loffredo e la sua New Orleans Jazz Band, con ospite d'eccezione il famoso artista statunitense Harold Bradley, hanno raccontato in note una breve storia del Jazz.

La cerimonia di premiazione si è quindi aperta con la consegna del Premio Internazionale alla Cultura al Sindaco di Roma, Walter Veltroni, assegnato dal Presidente del Premio Roma, Aldo Milesi, e premiato sul palco dal Senatore a vita, Giulio Andreotti, nelle vesti di membro della Giuria presieduta da Sergio Campailla.

Il volume Una vita con Karol, frutto di una conversazione con il giornalista Gian Franco Svidercoschi, già Vice Direttore de L’Osservatore Romano, è la straordinaria testimonianza dell'uomo che per quarant'anni ha accompagnato Giovanni Paolo II come suo segretario particolare.

L'opera ripercorre le tappe più significative della vita di Karol Wojtyla: dal servizio pastorale come giovane Vescovo all'elezione a Pontefice nel 1978, dal sostegno a Solidarnosc all'attentato di cui fu vittima nel 1981, dalla storica Giornata di preghiera per la pace ad Assisi al Giubileo del Duemila.

Nella motivazione del Premio, assegnato per la Saggistica Straniera, si legge che il libro del Cardinale Dziwisz è “un saggio storico, capace, come pochi altri, di riportarci alla vittoria di improbabili speranze sulla cruda realtà del contrasto tra libertà e dittatura e, sul piano culturale tra Umanesimo cristiano e Materialismo storico”.

“Una vita con Karol, dopo aver raccolto sulle proprie pagine ricordi che avrebbero potuto altrimenti cancellarsi, si offre come guida a chi voglia ripercorrere la sequela di anni che confluirono nella svolta del secolo e del millennio con il Giubileo celebrato a Roma da Papa Giovanni Paolo, indebolito dalla malattia ma indomito come voce che incitava l'umanità intera a un concorde cammino di pace operosa”, continua poi.

“Sono profondamente convinto che la Giuria voleva dare questo Premio al titolare di questo libro che si chiama Karol, per molti il Grande Karol, per me padre Karol e anche Santo Karol”, sono state le prime parole del Cardinale.

“Non era facile scrivere questo libro, per diversi motivi, ma sono stato spinto fortemente dalla gente per non far dimenticare una persona che era ed è amata e che non vuol essere dimenticata”, ha aggiunto.

“Dedico questo libro alle persone, tante nel mondo, soprattutto qui a Roma e in Italia, che hanno amato, amano e vogliono amarlo”, ha poi affermato.

Un ultimo pensiero quindi alla sua amata città: “Credetemi io amo ed ho anche imparato ad amare Roma da Giovanni Paolo II, e sono partito dopo 27 anni da Roma per Cracovia, ma il cuore batte anche qui e soprattutto accanto al Santo Padre. Batte qui, per Roma eterna, che non si può mai dimenticare”.

Al porporato, così come agli altri vincitori, è andata anche una pregevole scultura in porcellana firmata Richard Ginori, che riproduce la statua di San Pietro conservata nella Basilica Vaticana, insieme ad un assegno di 5.000 Euro.

Il Cardinale Dziwisz ha annunciato che destinerà questi soldi per il Centro Giovanni Paolo II “Non abbiate paura” da lui istituito a Cracovia, la cui prima pietra è stata benedetta dal Papa Benedetto XVI il 27 maggio 2006 e che servirà non solo a mantenere viva la memoria del Pontefice polacco ma anche come punto di riferimento per lo studio, il confronto di idee e diverse iniziative legate al cinema e al teatro.

Gli altri vincitori della VIII edizione del Premio Roma per le opere letterarie in concorso sono stati: per la sezione Narrativa Straniera, Karen Essex, I cigni di Leonardo (Bompiani); per la Narrativa Italiana, Giorgio Faletti, Fuori da un evidente destino (Baldini Castoldi Dalai); mentre per la Saggistica Italiana, Leonardo Maugeri, L’era del petrolio (Feltrinelli).