Il cardinale Lopez Trujillo: “La famiglia è un baluardo decisivo in difesa dell'umanità”

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CITTA’ DEL VATICANO, giovedì, 21 ottobre 2004 (ZENIT.org).- Con un articolo che prende spunto dai dieci anni che sono passati dal 1994, anno della famiglia, il cardinale Alfonso Lopez Trujillo ha difeso strenuamente il ruolo e il futuro della famiglia.



“La famiglia è al centro del combattimento decisivo per l'umanità (...) al centro del grande combattimento tra il bene e il male, tra la vita e la morte” e a lei è affidato il compito di lottare prima di tutto per liberare le forze del bene, la cui fonte si trova in Cristo redentore dell'uomo", ha scritto il Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia sul quotidiano vaticano l’ “Osservatore Romano”.

Il porporato ricorda che già nel 1994 ci fu l'intento di contemplare le famiglie, al plurale, evitando l'uso al singolare, la famiglia.

“L'uso al plurale di famiglie apriva il cerchio a diverse e capricciose concezioni di famiglie, facendo dissipare la sua ‘verità’”. Allora racconta “si annunciavano già le tendenze, in alcuni parlamenti e istituzioni, che in questi 10 anni hanno introdotto notevoli ambiguità di concetto, in una vera confusione di natura filosofica, giuridica, antropologica, culturale, i cui effetti nocivi risultano evidenti”.

“Il disegno divino sul matrimonio e la famiglia, pilastro fondamentale della società e della Chiesa, che deve fondare una ‘civiltà dell'amore’, - ha scritto Lopez Trujillo - contrasta con una anti-civiltà distruttiva”.

"Una specie di sradicamento culturale, che è il pericolo più accentuato, scoperto da una progressiva disumanizzazione in nome della ‘modernizzazione’ e protegge da un secolarismo che sfocia nel neo paganesimo”, ha commentato il porporato.

Il porporato ha sottolineato che “l'uomo, è unico e irripetibile, non può distaccarsi da questa via, la famiglia. Viene al mondo per mezzo della famiglia e ‘deve a essa il fatto di esistere come uomo’”.

Nel matrimonio tra uomo e donna Lopez Trujillo vede “l'amore degli sposi, che si donano reciprocamente e l'essere strumenti dell'amore di Dio nella procreazione”.

“La vita nuova dei figli non si limita ad un livello puramente biologico che non implichi una procreazione integrale che esige la vera educazione dei figli”.

Il presidente del Pontificio Consiglio della Famiglia si dice stupito dal fatto che “alcuni governanti e parlamenti vedano un progresso, una conquista della libertà, della democrazia, in una ipotesi superficiale che non contempla l'uomo e la donna, come sono e come Dio li ha voluti”.

Il cardinale critica l'utilitarismo che spinge le persone ad utilizzarsi gli uni gli altri “come si usano le cose. (...) La donna può diventare per l'uomo un oggetto, i figli un ostacolo per i genitori, la famiglia un'istituzione ingombrante per la libertà dei membri che la compongono”.

Al contrario deve essere preservato della famiglia “il suo spessore pubblico, politico, centrale nella vita sociale”. E deve essere "riconosciuta nella sua identità e accettata nella sua soggettività sociale".

Lopez Trujillo conclude l’articolo riaffermando che: “In tale combattimento storico la famiglia mantiene un immenso capitale di energie e si contano milioni e milioni di focolari che danno una splendida testimonianza. (...) Da parte della famiglia, fonte di umanizzazione, c'è una reazione immensa per dare anima al mondo”.