Il Cardinale Lozano Barragán presenta la strategia della Chiesa per contrastare le malattie infettive

| 563 hits

CITTA’ DEL VATICANO, martedì, 21 novembre 2006 (ZENIT.org).- Questo martedì, nella Sala Stampa della Santa Sede, il Cardinale Javier Lozano Barragán, presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, ha presentato la XXI Conferenza Internazionale sul tema “Aspetti pastorali della cura delle malattie infettive”, che si svolgerà in Vaticano dal 23 al 25 novembre.



Il porporato ha spiegato che la Conferenza – a cui parteciperanno circa 536 delegati provenienti da quasi tutti i Paesi del mondo – è un’occasione in cui la Chiesa presenta il suo piano per “prevenire, accompagnare, curare e guarire dalle malattie infettive”.

“A noi tocca il ministero della misericordia e non della lamentazione”, ha sottolineato il presidente del dicastero vaticano, che ha anche rivelato di aver presentato un dossier sull’uso del preservativo alla Congregazione per la Dottrina della Fede.

Parlando della diffusione dell’Aids, il Cardinale Lozano Barragán ha esordito dicendo che purtroppo il tasso di contagio “non sta diminuendo, ma sta crescendo”, almeno in base ai dati dell’OMS del 2005.

L’avanzata della malattia è contenuta nei Paesi dove sono disponibili i medicinali antiretrovirali e l’alimentazione adeguata. A proposito dell’alimentazione, il porporato ha parlato della situazione dei malati di Aids nel principale carcere di alta sicurezza in Perù, dove la Fondazione per aiutare questi malati del Dicastero Vaticano distribuisce medicinali antiretrovirali ma anche il latte per assumerli, visto che l’acqua non è ben potabilizzata e genera lunghi e dolorosi dolori di stomaco.

Il presidente del dicastero vaticano ha quindi sottolineato la necessità di avere accanto ai medicinali una disponibilità di cibo, molto importante soprattutto per i Paesi sottosviluppati.

Circa i numeri della diffusione dell’Aids, il Cardinale Lozano Barragán ha ricordato che in Sudafrica ci sono 5 milioni e mezzo di sieropositivi, così come in India, mentre in Europa occidentale c’è meno di un milione di casi.

Ogni giorno muoiono a causa dell’Aids 8 mila persone, 6,7 ogni minuto.

Monsignor José Redrado, segretario del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, ha precisato che nell’Africa subsahariana ci sono “sette morti ogni mille persone causati da malattie infettive, contro i 10 morti ogni diecimila persone dell’Europa”.

In merito alla responsabilità morale, il Cardinale Lozano Barragán, ha affermato che “è Dio che giudica e perdona, a noi tocca prevenire, accompagnare, curare, guarire, a noi tocca il ministero della misericordia e non della lamentazione”.

Un giornalista di ZENIT ha chiesto se il Congresso discuterà dell’utilizzo del DDT come possibile deterrente per combattere la malaria. Il dottor Nicola Petrosillo, direttore della II Divisione dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “L. Spallanzani” di Roma, ha spiegato che “ogni anno abbiamo più di 300 milioni di casi di malaria nel mondo, ed i morti sono 1milione e 100.000, nella maggior parte bambini. Nel mondo avanzato abbiamo pochi casi di malaria che si sviluppa invece nei paesi poveri e sottosviluppati. Aids, Tubercolosi e Malaria sono le epidemie più gravi, da sole provocano circa un terzo della mortalità di tutte le malattie infettive”.

Sull’utilizzo del DDT, il dottor Petrosillo ha sottolineato che “bisogna pesare costi e benefici e il DDT è una delle possibilità che abbiamo per uccidere la zanzara anofele che è il vettore che diffonde la malattia. Uno degli scopi della conferenza è anche quello di capire dove possiamo arrivare e dove possiamo spingere per far sì che questo flagello venga limitato ed eradicato”.

In merito al rapporto tra le attività della Chiesa cattolica e le malattie infettive, monsignor Redrado ha ribadito che “per le malattie infettive la Chiesa è stata sempre all’avanguardia. Basta vedere quanti sono i santi che hanno svolto opera di carità nei confronti dei contagiati da malattie infettive e sono morti assistendo i malati”

“Inoltre – ha continuato il segretario del dicastero vaticano – in un’indagine sulla risorse umane delle strutture sanitarie cattoliche svolta dal Pontificio Consiglio su un campione di 146 strutture sanitarie cattoliche presenti in cinque continenti, abbiamo constatato che il 64 % di queste strutture si occupa di pazienti con malattie infettive, in particolare il 59% dei centri sanitari cattolici ha un programma specifico sulla tubercolosi, il 45% sull’AIDS, il 40% sulla malaria”.