Il Cardinale Martino: 50 anni di umile servizio sacerdotale per Cristo e per la Chiesa

“Un lungo tratto di ministero, arricchito di lodevoli opere”, secondo il Papa

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CITTA’ DEL VATICANO, mercoledì, 20 giugno 2007 (ZENIT.org).- Sono stati celebrati mercoledì, nella Basilica di San Pietro in Vaticano, i 50 anni di sacerdozio del Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace e della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti.



Alla celebrazione del giubileo sacerdotale del Cardinale Martino erano presenti porporati, Arcivescovi, Vescovi, sacerdoti, e un foltissimo pubblico, con tante personalità e altrettanti parenti, amici e collaboratori.

La cerimonia si è aperta con la lettura del messaggio augurale del Pontefice Benedetto XVI, il quale ha espresso apprezzamento e gratitudine per quanto fatto dal porporato a servizio di Cristo e della Chiesa.

“Un lungo tratto di ministero, arricchito di lodevoli opere” ha scritto Il Papa, ricordando gli “incarichi di sempre maggiore importanza”, svolti dal festeggiato in Segreteria di Stato, nelle Rappresentanze Pontificie e nella Curia Romana, “per sostenere i valori e le ragioni della Chiesa in campi sempre più vasti”.

Insieme alle benemerenze per l’elevazione e la formazione dei fedeli e di tutti gli uomini con attestati di operosità in vari Paesi del mondo, Benedetto XVI ha sottolineato “l’opera di promozione delle relazioni e della concordia tra i popoli”, realizzata dall’allora Arcivescovo Martino in seno alle Nazioni Unite nei 16 anni trascorsi al Palazzo di Vetro come rappresentante della Santa Sede, non senza “ampio riconoscimento e manifestazioni di onore e di stima”.

Il Pontefice ha menzionato anche le capacità e l’operosità del porporato all’attuale guida dei Pontifici Consigli della Giustizia e della Pace e della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, rinnovando “la Sua 'approvazione e gratitudine', impartendo la benedizione apostolica a lui e a quanti gli sono uniti con particolare vincolo di amicizia”

Nel corso dell’omelia, monsignor Giampaolo Crepaldi, Segretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, ha ricordato come fin dalla prima Messa sia stata l’Eucaristia il centro e l’essenza del sacerdozio del Cardinale Martino.

“Non si regge il sacerdozio, neanche un giorno – ha sottolineato monsignor Crepaldi –, se non si resta fedeli alla grazia dell’incontrare, del vedere, del guardare e del seguire Gesù, sapendo quanto indefettibile sia la fedeltà del Suo sguardo d’amore”.

Dopo aver ricordato le tante opere di carità del porporato, monsignor Crepaldi ha concluso affidandosi alla Madonna: “Sono certo che a vigilare sul buon esito del tuo incontro con il Figlio Gesù – ha affermato il più stretto collaboratore del porporato – c’era Lei, la Mater Dei, e accanto a Lei e con Lei, i tuoi genitori, soprattutto tua mamma, che – pochi lo sanno – dipingeva”.

E “tu in occasione di questi cinquant’anni di sacerdozio hai voluto che ci fossero queste due donne fondamentali nella tua vita. Lo hai fatto riproducendo nel santino ricordo un quadro di tua mamma che raffigura la Madonna Mater Dei”.

In conclusione il Cardinale Martino, commosso dalla manifestazione di affetto dei partecipanti alla celebrazione, ha ringraziato il Signore per averlo utilizzato nei suoi disegni di bene e per le tante sofferenze a cui è sopravvissuto: 18 interventi chirurgici, e per tre volte a rischio della vita.

Il Presidente del Dicastero vaticano ha quindi ringraziato i suoi genitori per avergli dato la vita, i suoi insegnanti che ha incontrato nel corso della vita, i Pontefici che ha servito (Paolo VI, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI), i suoi collaboratori, la sua grande famiglia e tutti coloro che gli hanno donato almeno un sorriso.