Il Cardinale Pell invita ebrei e musulmani a collaborare

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SYDNEY, Australia, martedì, 7 giugno 2005 (ZENIT.org).- Il Cardinale George Pell sostiene che musulmani, cristiani ed ebrei condividono un impegno comune a sostegno del matrimonio come vero fondamento della famiglia.



“I figli di Abramo dovrebbero essere in prima linea per assicurare un futuro migliore non solo ai bambini e alle famiglie, ma anche al nostro Paese”, ha affermato l’Arcivescovo di Sydney in occasione della IV Conferenza Interreligiosa Internazionale Abraham.

”Insieme ai nostri fratelli e alle nostre sorelle possiamo apportare un contributo significativo per un futuro migliore della nostra Nazione, l’Australia”, ha specificato sabato.

Il Cardinale ha detto ai partecipanti alla conferenza di credere che “i ricchi e i poveri del futuro saranno spesso divisi tra coloro che hanno avuto una educazione familiare affettuosa e quanti non hanno mai avuto questa opportunità”.

Il prelato ha affermato che non è interesse di nessuna religione avere inimicizie storiche importate in Australia.

“Un Paese come l’Australia offre molte benedizioni a chi crede in Dio, compreso il rispetto per la verità, per la famiglia umana, la dignità e la libertà religiosa, ed un impegno a creare strutture politiche giuste e non violente”, ha spiegato il Cardinale.

”Dobbiamo lavorare insieme per proteggere questi aspetti positivi ed assicurare la prosecuzione del loro godimento nonostante le pressioni ostili che possono sorgere sia all’interno che all’esterno della nostra società”, ha aggiunto.

L’Arcivescovo ha constatato che i fedeli delle varie religioni devono lavorare insieme su varie questioni riguardanti la moralità, la giustizia sociale, l’istruzione e l’assistenza pubblica.

“Come tutti gli Australiani abbiamo interesse a preservare e rafforzare le condizioni per assicurare pace, armonia, stabilità e prosperità nella nostra democrazia, con la nostra tradizionale separazione tra Chiesa e Stato, o meglio tra religione e governo”.