Il cardinale Rouco chiede al nuovo Governo spagnolo maggiore dialogo sull’insegnamento della religione

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MADRID, martedì 4 maggio 2004 (ZENIT.org-Veritas).- Il cardinale Antonio María Rouco Varela, arcivescovo di Madrid, ha chiesto lo scorso lunedì 3 maggio, che gli alunni possano ricevere “in condizioni affidabili, degne e non discriminatorie” l’insegnamento della religione cattolica.



Nel discorso inaugurale della LXXXII Assemblea Plenaria della Conferenza Episcopale Spagnola, il porporato ha chiesto in questo senso che si disponga secondo “quanto previsto nel corrispondente Accordo tra la Santa Sede e la Spagna”.

I vescovi, ha spiegato il Cardinale al nuovo Governo socialista, confidano che “la via del dialogo aiuti a risolvere la questione in modo duraturo”.

“Il superiore interesse di una buona educazione della gioventù dovrebbe prevalere su eventuali e legittime discordanze di ordine politico”, ha rilevato.

In merito al diritto alla libertà religiosa, ha sottolineato che “nessuno può essere costretto né ostacolato nell’esercizio individuale e collettivo del proprio credo religioso da parte di qualsiasi potere umano, né, quindi, da parte dei poteri statali”.

“In ciò risiede il principio della aconfessionalità dello Stato, il quale non è autorizzato ad imporre ad alcuno una determinata fede religiosa o una determinata visione della vita, ma che deve mostrarsi fondamentalmente neutrale a tale riguardo”, ha sottolineato.

Ha inoltre ricordato che questo diritto implica che “si devono favorire in modo positivo ed eguale le condizioni per le quali le persone e le comunità religiose possano sviluppare la propria vita in accordo con il proprio credo, sia nella sfera privata che in quella pubblica”.

Da ultimo ha affermato che “dallo Stato di diritto non possiamo non attenderci il rispetto e la promozione positiva dell’esercizio del diritto alla libertà religiosa, senza ulteriori limiti rispetto a quelli del giusto ordine pubblico”.

All’inizio del suo intervento, ha ricordato la visita del Santo Padre in Spagna, che ora compie il suo primo anniversario. Ha anche fatto riferimento agli attentati terroristici dello scorso 11 marzo e ha indicato che “usare il nome di Dio per giustificare azioni di terrorismo rappresenta il colmo della blasfemia; è una gravissima profanazione e strumentalizzazione della religione e la più radicale delle contraddizioni con la vera fede in Dio Creatore dell’uomo”.

Riguardo alla convivenza delle coppie omosessuali, ha chiarito che “non si può riconoscere loro una dimensione sociale analoga a quella del matrimonio e della famiglia”, e che in questo caso, “non si tratta di negare i diritti legittimi di nessuno, ma al contrario si tratta di difendere appieno e in modo coerente i diritti della famiglia, questione di vitale importanza per il presente e il futuro della società spagnola”.

Ha anche fatto riferimento agli “ottanta mila figli ai quali è stato tolto il diritto a vivere per mezzo dell’aborto provocato” in Spagna, e ha affermato che “questi fatti dovrebbero suscitare un vero allarme sociale, per ciò che significano in sé e per la mancanza di sensibilità morale che denotano”.

Da parte sua, anche il nunzio di Giovanni Paolo II in Spagna, l’arcivescovo Manuel Monteiro de Castro, si è dichiarato a favore della necessità di offrire agli alunni l’insegnamento della religione.

“I genitori, in percentuale assai elevata, desiderano che i propri figli siano educati secondo i principi che ci ha dato la Spagna di oggi e l’Europa di oggi”, ha constatato.

“Che non debba essere obbligatorio ci sembra giusto, ma con la nuova legge non sarebbe diventato obbligatorio”, ha aggiunto monsignor Monteiro, il quale ha affermato che l’ignoranza in materia religiosa “non è la miglior cosa per la Spagna”.

Quanto alle coppie omosessuali ha ricordato che “il matrimonio è tra un uomo e una donna” e che “va bene riconoscere altre forme di convivenza, ma occorre lasciare che il matrimonio continui ad essere ciò che da sempre è stato riconosciuto come matrimonio”.

Infine, ha aggiunto che “questo non vuol dire che non possiamo stimare queste persone. Noi tentiamo di aiutarle anche nella loro vita spirituale”.

I discorsi del cardinale Rouco e del nunzio apostolico possono essere consultati sul sito Internet della Conferenza Episcopale Spagnola (http://www.conferenciaepiscopal.es).