Il Cardinale Ruini: il matrimonio, espressione del dono reciproco d’amore e non “frutto di convenzioni”

Intervento del porporato sul tema: “L’amore umano e il dono della vita”

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ROMA, lunedì, 28 novembre 2005 (ZENIT.org).- In un intervento tenuto sabato 26 novembre, il Cardinale Vicario Camillo Ruini ha ribadito il valore del matrimonio come espressione dell’esperienza unitiva e del dono reciproco d’amore di un uomo e una donna, contro la tendenza attuale a fare di esso il “frutto di convenzioni e accordi facilmente modificabili”.



Queste le parole pronunciate dal porporato nel corso del Convegno Internazionale, tenutosi a Roma, presso la Facoltà di Medicina dell’Università Cattolica del Sacro Cuore nel contesto della serie di eventi organizzati per il centenario del matrimonio dei Beati coniugi Beltrame Quattrocchi (25 novembre).

All’incontro aperto alle coppie di Roma e del Lazio, erano presenti anche i coniugi John ed Evelyn Billings, ideatori e promotori del metodo per la regolazione naturale della fertilità, conosciuto in tutto il mondo come “Metodo Billings”, insigniti il 24 novembre della Laurea “honoris causa” in Medicina e Chirurgia dalla Facoltà di Medicina di Tor Vergata.

“L’uomo non può vivere senza amore – ha spiegato il Vicario di Roma – la sua vita è priva di senso, se non gli viene rivelato l’amore, se non si incontra con l’amore, se non lo esperimenta e non lo fa proprio, se non vi partecipa vivamente”.

Richiamando gli insegnamenti di Giovanni Paolo II, il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) ha poi affermato che “l’amore trova la sua originaria e privilegiata applicazione proprio nella famiglia” perché “la famiglia, fondata e vivificata dall’amore, è una comunità di persone: dell’uomo e della donna sposi, dei genitori e dei figli, dei parenti”.

A tale proposito Giovanni Paolo II aveva scritto nella Lettera alle donne (n. 7): “Femminilità e mascolinità sono tra loro complementari non solo dal punto di vista fisico e psichico, ma ontologico. È soltanto grazie alla dualità del maschile e del femminile che l’umano si realizza appieno”.

Nel corso della sua relazione il Cardinale Ruini ha sottolineato che “il valore irriducibile e i significati dell’essere uomo e donna” sono la risposta della Chiesa a “quella deriva culturale che tende sempre più a relativizzare e svalutare gli elementi costitutivi dell’amore umano”.

Successivamente, il porporato ha criticato la tendenza attuale a mettere “in discussione il senso della ‘unidualità’ uomo-donna: esso appare minato dal diffondersi di una visione che riduce la differenza sessuale a fattore culturale e di costume”.

“C’è inoltre una diffusa tendenza a depotenziare il valore dell’istituto del matrimonio – ha constatato Ruini – assimilando ad esso altri tipi di unioni e convivenze, con il risultato che il matrimonio non viene più percepito come espressione e garanzia della natura stessa dell’amore umano, ma come frutto di convenzioni e accordi facilmente modificabili”.

Nel contesto della vita sociale, tra gli esiti più pericolosi e dalle conseguenze difficilmente prevedibili, secondo il Presidente della CEI, è da annoverare “la perdita di centralità della famiglia in quanto tale e dei valori tipicamente familiari, sia per la cronica assenza di strutturali e organiche politiche familiari sia per il sostanziale modellarsi dell’organizzazione e dei servizi sociali più sugli individui che sui nuclei familiari”.

Il Cardinale Ruini ha quindi ricordato le parole del Pontefice Benedetto XVI che, rivolgendosi ai Vescovi italiani in occasione dell’Assemblea Generale della CEI, il 30 maggio scorso, aveva rilevato come “anche in Italia la famiglia è esposta, nell\'attuale clima culturale, a molti rischi e minacce che tutti conosciamo”.

“Alla fragilità e instabilità interna di molte unioni coniugali – aveva detto allora il Santo Padre – si assomma infatti la tendenza, diffusa nella società e nella cultura, a contestare il carattere unico e la missione propria della famiglia fondata sul matrimonio”.

Il Cardinale Vicario di Roma ha quindi ricordato l’esortazione del Pontefice ad impegnarci sempre più nel “difendere la sacralità della vita umana e il valore dell\'istituto matrimoniale, ma anche nel promuovere il ruolo della famiglia nella Chiesa e nella società, chiedendo misure economiche e legislative che sostengano le giovani famiglie nella generazione ed educazione dei figli”.

“L’amore che l’uomo e la donna si promettono nel matrimonio comporta una condivisione totale di tutte le dimensioni dell’essere umano: abbraccia la componente corporea e sessuale; investe la sfera dei sentimenti e delle emozioni; comporta la condivisione responsabile di un progetto di vita costruito insieme”, ha aggiunto Ruini.

Il Presidente della CEI ha quindi concluso invitando a guardare alla“percezione della propria corporeità, e in particolare della sessualità, non come un’appendice esterna, di cui si può disporre in modo indiscriminato, ma come l’espressione del proprio essere, o meglio ancora come la manifestazione della propria identità personale”.

E’ questo, ha spiegato, “il dato antropologico basilare da cui partire per costruire una relazione di coppia che sia veramente espressione del dono sincero e totale di sé e rimanga aperta all’accoglienza della vita”.