Il Cardinale Schönborn auspica un dibattito più libero sulla teoria evoluzionista

“Se una teoria è scientifica e non ideologica, si discute liberamente”, afferma

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RIMINI, mercoledì, 23 agosto 2006 (ZENIT.org).- Nel corso di una conferenza stampa svoltasi al Meeting di Rimini, mercoledì 23 agosto, il Cardinale Cristoph Schönborn, Arcivescovo di Vienna, ha spiegato cosa pensa la Chiesa cattolica su evoluzione e creazione, chiarendo tutti i dubbi che sono stati sollevati in seguito ad un suo articolo pubblicato dal “New York Times” nel luglio del 2005.



Il porporato ha innanzitutto confessato che mai avrebbe pensato che un “piccolo articolo avrebbe potuto sollevare una così accesa discussione”, ma questo significa che “il tema dell’evoluzionismo è molto presente e non solo nella discussione negli Stati Uniti tra creazionismo ed evoluzionismo”.

Secondo il Cardinale Schönborn non c’è un “conflitto tra scienza e religione”, piuttosto esiste un dibattito tra “una interpretazione materialista dei risultati della scienza ed un interpretazione metafisica filosofica”.

“Certo – ha spiegato l’Arcivescovo – la fede agisce in questo campo con una certa apertura di orizzonti, e non si sostituisce alla ragione”, Non si tratta di “un conflitto tra scienza e fede” piuttosto “ci sono delle interpretazioni di dati e teorie scientifiche che entrano in conflitto con la fede”.

Per spiegare il suo punto di vista, il Cardinale Schönborn ha utilizzato la metafora delle scale, quella di Darwin e quella di Giacobbe: “La scala di Darwin è quella che vede la vita nel lungo processo dell’evoluzione, mentre nella Bibbia la scala di Giacobbe è quella dove gli angeli ascendono al cielo da Dio. Una immagine del collegamento tra terra e cielo, tra terra e trascendenza”.

Oggi le due scale sembrano in concorrenza, ma l’Arcivescovo di Vienna ha precisato che “non dobbiamo vedere le due storie come esclusive l’una dell’altra come fa il creazionismo americano contro un darvinismo ideologico”.

Il Cardinale Schönborn ha quindi tenuto a sottolineare che “bisogna ben distinguere la teoria scientifica dall’ideologia darvinista”, ed ha portato ad esempio Marx ed Engels che hanno salutato la pubblicazione de “L’origine delle Specie” di Charles Darwin, “come il fondamento scientifico per la loro teoria materialistica marxista. Questo è evoluzionismo e non teoria dell’evoluzione”.

In conclusione l’Arcivescovo di Vienna ha messo in guardia dall’influenza che l’evoluzionismo come ideologia ha nei campi del neoliberalismo economico, in quello della pedagogia in Europa, e nelle questioni di bioetica dove rischia di dare vita a nuove teorie eugenetiche.

Alla domanda circa l’intervento che Giovanni Paolo II tenne di fronte alla Pontificia Accademia delle Scienze nell’ottobre del 1996 parlando dell’evoluzionismo come “più di una ipotesi”, il Cardinale Schönborn ha spiegato che quella frase “vale nel senso che la teoria come teoria scientifica si è amplificata con nuovi dati scientifici, ma certamente quella frase non può essere interpretata come un ‘amen’ della Chiesa cattolica sull’evoluzionismo ideologico”.

A questo proposito l’Arcivescovo di Vienna ha ricordato un documento pubblicato nel 2004, con l’approvazione del Cardinale Joseph Ratzinger, dalla Commissione Teologica Internazionale dal titolo: "Comunione e servizio. La persona umana creata a immagine di Dio”, dove viene chiarita la distinzione tra ideologia e scienza.

“Penso – ha detto il Cardinale Schönborn – che questo documento dia una buona risposta a coloro che hanno voluto interpretare la frase di Giovanni Paolo II in senso ideologico”.

Sempre nel corso della conferenza stampa alla domanda di un giornalista se la Chiesa non sia in ritardo circa i problemi di bioetica, il Cardinale Schönborn ha risposto: “Io credo che la Chiesa non sia in ritardo ma in anticipo, che sia la voce del futuro, la voce della vita e non della morte”.

Piuttosto, ha proseguito, ci sono “molte cose che si preparano e che ci fanno piuttosto pensare ad un’epoca nella quale l’eugenetica è stata ideologicamente praticata. Spero che non si ripetano questi orrori”.

Alla domanda poi di un altro giornalista se intende trasferire le sue critiche al sistema scolastico e quali sono gli argomenti che contrastano con la teoria evoluzionistica, il Cardinale Schönborn ha precisato di non concordare con la forte corrente creazionista che negli Stati Uniti vuole che sia insegnato nelle scuole il creazionismo stretto.

“Questo certamente non è il mio desiderio – ha detto Schönborn – ma ciò che desidero fortemente è che siano esposti, anche nei programmi scolastici a livello scientifico, quelle che sono le questioni aperte della teoria dell’evoluzione, come la famosa questione degli anelli mancanti”.

Il porporato ha spiegato che “a distanza di 150 anni dalla teoria di Darwin infatti mancano sempre gli anelli mancanti, non c’è evidenza negli strati geologici delle specie intermedie che dovrebbero esistere per la teoria di Darwin”.

“Lui stesso aveva detto nel suo libro che questa è una croce della sua teoria – ha aggiunto –. E auspicava che si trovassero. Questo dovrebbe essere discusso serenamente. Se una teoria è scientifica e non ideologica, si discute liberamente”.

A questo proposito, il Cardinale Schönborn non ha mancato di denunciare che “non è possibile che la teoria evoluzionista sia presentata come una teoria che non si può discutere”.

Ed ha aggiunto: “Alcuni sostengono che la Chiesa non deve intervenire in questo dibattito, ma io sono un credente, sono una persona di questa società civile, perché non posso intervenire in un dibattito pubblico? Perché questa paura di discutere apertamente ciò che nella teoria manca?”.

“Ci sono molti altri punti esposti da scienziati circa la mancanza di evidenze della teoria, questo non vuol dire che la teoria è falsa, forse il campo di applicazione è più limitato. Io vorrei che la discussione fosse molto più libera, anche nel campo scolastico”, ha concluso infine.