Il Cardinale Schönborn spiega l’incontro con Benedetto XVI sul tema “Creazione ed evoluzione”

Si terrà a Castel Gandolfo dall’1 al 3 settembre

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RIMINI, mercoledì, 23 agosto 2006 (ZENIT.org).- Nel corso di una conferenza stampa tenutasi questo mercoledì al Meeting di Rimini il Cardinale Christoph Schönborn, OP, Arcivescovo di Vienna, ha rivelato alcuni dettagli sull’incontro fra il Pontefice Benedetto XVI e alcuni sui ex studenti, che avrà luogo a Castel Gandolfo dal primo al tre settembre, sul tema “Evoluzione e creazione”.



Alla domanda su che cosa si discuterà e come si svolgerà l’incontro, l’Arcivescovo di Vienna ha raccontato che “il professor Joseph Ratzinger aveva un grande numero di studenti che avevano fatto il dottorato con lui, e quando è diventato Arcivescovo di Monaco nel 1977, alcuni non avevano finito il lavoro, così anno chiesto di incontrarlo ancora come docente. Da allora nacque l’idea di un incontro annuale di Ratzinger con i suoi dottorandi”.

“Sono stato invitato fin dall’inizio a questi incontri – ha precisato il porporato –. Già nel 1973 sono stato ospite nel suo cerchio di dottorandi. Da allora mi hanno invitato a questo gruppo che si incontra da più di 25 anni”.

“Gli incontri della durata di due o tre giorni – ha continuato il Cardinale Schönborn – si sono svolti in Baviera o altrove e il Cardinale Ratzinger condivideva con noi le grandi linee tematiche della Congregazione per la Dottrina della Fede”.

Già da prima, in realtà, e sulle orme di quanto aveva sperimentato Romano Guardini negli anni Venti e Trenta – come rivelerà lo stesso Cardinale Ratzinger nella autobiografia “La mia vita” – l’allora docente all’Università di Ratisbona aveva cominciata ad offrire, anno dopo anno, dal 1970 al 1977, insieme con Heinrich Schlier, il grande esegeta convertito al cattolicesimo, “un corso estivo di una settimana, in cui la serena e informale convivenza nelle cose di ogni giorno rendeva più fecondi anche il dialogo teologico e la preghiera comune”.

“Era già previsto un incontro nell’agosto scorso, in Baviera – ha aggiunto il Cardinale Schönborn –, tutto era fissato, poi c’è stata l’elezione, ed il Santo Padre nella prima udienza ha detto ad uno di noi che ci saremmo visti a Castel Gandolfo”.

In merito alla scelta dei temi, l’Arcivescovo di Vienna ha rilevato che “l’hanno scorso ci siamo incontrati con una tematica sull’Islam e quest’anno ha scelto il tema della creazione ed evoluzione. In 25 anni è stato sempre scelto un tema diverso. Si invitano professori che parlano sul tema e si fa la discussione accademica”.

Circa il tema “Evoluzione e creazione” il porporato austriaco ha sostenuto che sicuramente “il dibattito di questi mesi ha motivato la scelta del Santo Padre, ma se si fa un elenco dei suoi libri su questa tematica si vede che ne parla spesso e questo non solo da oggi”.

“Era uno dei teologi tedeschi che hanno sottolineato fortemente già negli anni Settanta, la necessità di tornare alla tematica della creazione. Quando i teologi non ne parlavano. Per lui è una tematica molto importante in tutta la sua opera scientifica teologica, per questo non mi sono meravigliato che ha scelto questo tema”, ha poi aggiunto.

Infatti, anche una volta elevato al Soglio pontificio, Ratzinger ha più volte toccato la questione dell’evoluzione. Vi ha fatto cenno la prima volta già nell’omelia della Messa inaugurale del suo pontificato, il 24 aprile 2005: “Non siamo il prodotto casuale e senza senso dell’evoluzione. Ciascuno di noi è il frutto di un pensiero di Dio. Ciascuno di noi è voluto, ciascuno è amato, ciascuno è necessario”.

Un’altra volta vi è tornato sopra il 6 aprile 2006, parlando ai giovani riuniti in piazza San Pietro in preparazione alla Giornata Mondiale della Gioventù: “La scienza suppone la struttura affidabile, intelligente della materia, il ‘disegno’ della creazione”.

Secondo alcune notizie trapelate nei giorni scorsi, all’incontro a porte chiuse che si terrà a Castel Gandolfo parteciperanno anche: Peter Schuster, biologo molecolare e Presidente dell'Accademia di Scienza Austriaca; il gesuita Paul Elbrich, docente di Filosofia a Monaco; e il professor Robert Spaemann già professore di Filosofia a Münster, Stoccarda e Heidelberg e autore di numerosi scritti di etica e di filosofia politica.