Il cardinale Scola ha ricevuto l'ulivo di Nazareth

La piantina, di poche settimane, è simbolo del dialogo tra ebrei e cristiani

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ROMA, venerdì, 1 giugno 2012 (ZENIT.org).- Un piccolo ulivo, di poche settimane, ma che ha già un significato importante, simbolo di pace che viene dalla terra del Signore, Nazareth.

Da oggi il VII Incontro Mondiale delle Famiglie ha anche, negli spazi del Mico - FieraMilanoCity, il suo emblema: appunto una giovane pianta di Ulivo che, giunta direttamente da Nazareth stamane, è stata donata dal Ministero del Turismo israeliano al cardinale Scola. L’iniziativa, voluta dal comune di Nazareth e fatta propria dal Ministero del Turismo, unisce virtualmente la città della Sacra Famiglia e la città di Milano che in questi giorni ospita pellegrini di 153 diversi Paesi.

L’Arcivescovo Scola, ricevendo l’ulivo dalle mani del Consigliere per gli Affari turistici dell’Ambasciata  di Israele, Tzvi Lotan, attorniato da tanti piccoli di diverse parti del mondo, ha voluto sottolineare quanto «questo gesto ci indichi la strada di un compito che attende tutti noi, nel raggiungimento della pace e della fraternità in terre come il Medio Oriente martoriate e dove anche i cristiani subiscono persecuzioni».

Notando che le due religioni, cristiana e ebraica, sono indissolubilmente legate dalla Parola di Dio e dalla rilevanza della preghiera al loro interno, il cardinale Scola, cui era accanto nella consegna, il cardinale Antonelli, ha anche richiamato come questo ulivo, che crescerà (verrà piantumato al termine del Congresso dei ragazzi nel cortile della curia arcivescovile di Milano), possa e debba essere segno della responsabilità verso la famiglia, come luogo di in cui vivere un rapporto equilibrato tra il lavoro e la festa.

Parole cui ha fatto eco Lotan che ha detto, rivolgendosi all’Arcivescovo, «Lei, Eminenza è ora il custode di questo albero, custode per tutta la famiglia cristiana». Conosco, ha aggiunto a margine, «il grande impegno del Cardinale per la promozione del dialogo e della pace in Medio Oriente e nel nostro Paese. È un onore aver potuto consegnare nelle sue mani l’Ulivo, emblema di futuro, riconciliazione e dialogo, ma anche di famiglia».